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Juventus, il distacco tra Spalletti e Comolli è ormai evidente

Lorenzo Focolari
Il rapporto tra Luciano Spalletti e Damien Comolli non è mai decollato. Tra scelte di mercato e scelte di campo, i due hanno mostrato visioni totalmente diverse.

È ormai sotto gli occhi di tutti che tra Spalletti e Comolli non scorre un buon feeling. Tra scelte di mercato e scelte di campo, i due non hanno mai trovato il giusto equilibrio. Proprio per tale motivo, al termine della stagione, ci sarà una riunione con la dirigenza bianconera e, non è escluso che il dirigente francese lasci la Vecchia Signora.

Il commento di Gianni Balzarini

Il giornalista Gianni Balzarini si è espresso in merito al rapporto tra Spalletti e Comolli. Leggiamo la sua analisi:

È evidente il distacco ora tra Spalletti e Damien Comolli, non un distacco umano, ma un distacco professionale, nel senso che Spalletti non ha mai fatto giocare più di tanto gli acquisti di Comolli perché non li ha ritenuti all'altezza. E a questo punto bisogna discernere. Deve prevalere la competenza di un allenatore che non giudica dei giocatori adatti ad essere titolari in una squadra ed eventualmente li giudica adatti ad essere utilizzati solo parzialmente o un allenatore deve per forza valorizzare le scelte di un dirigente?

Il bene della squadra dove da dove passa? Da scelte di campo o da scelte dirigenziali? Quindi uno deve essere tanto aziendalista da far giocare per forza coloro che un dirigente ha scelto, anche se non li ritiene adatti o deve mettere in secondo piano le scelte di un dirigente e per il proprio credo calcistico, visto che è stato chiamato con una missione o comunque ad allenare la Juve, deve andare avanti per la propria strada.

Io sono per la seconda ipotesi. Chiami un allenatore ha le sue idee, ha la sua filosofia, ha le sue visioni e i suoi giudizi sui calciatori e allora deve andare avanti per la propria strada. Non deve necessariamente valorizzare un asset. L'asset non va in campo. In campo ci vanno i calciatori".