Juventus, Gatti sempre più lontano da Torino
Da uomo decisivo a comparsa nelle rotazioni
Il gol al 93’ contro la Roma, all’Olimpico, aveva evitato una sconfitta che avrebbe complicato enormemente la corsa della Juventus verso la zona Champions. Quel 3-3 di inizio marzo sembrava poter rappresentare uno snodo anche personale per Federico Gatti. Invece, da quel momento, il suo spazio si è progressivamente ridotto fino quasi a sparire. Nelle ultime nove partite ha accumulato appena novanta minuti complessivi, l’equivalente di una sola gara su 810 disponibili. Contro il Lecce è tornato in campo solo per pochi minuti nel finale, dopo due panchine consecutive, un segnale chiaro di come oggi sia scivolato ai margini delle gerarchie di Luciano Spalletti. Una situazione che stride con il peso specifico avuto in alcuni momenti chiave della stagione e che racconta una considerazione tecnica diversa rispetto al recente passato.
Federico Gatti (1)
Numeri in calo e riflessioni sul futuro
Anche qualora dovesse trovare più spazio nelle ultime gare, questa resterà la stagione meno giocata da Gatti con la maglia della Juventus. I 1.557 minuti collezionati sono inferiori persino a quelli dell’anno d’esordio in Serie A e rappresentano circa la metà rispetto alle due stagioni precedenti, quando aveva superato abbondantemente i 3.000 minuti complessivi. Spalletti non ha mai nascosto di considerarlo un’alternativa a Bremer, ritenuto intoccabile al centro della difesa, e già in Nazionale il tecnico non lo aveva inserito tra i suoi punti fermi. Anche in caso di cessione del numero 3, Gatti non sarebbe promosso a titolare: troppa differenza tecnica. A 28 anni da compiere, il centrale italiano si trova così a riflettere su una fase cruciale della propria carriera, consapevole di non potersi permettere un’altra stagione con un ruolo così marginale.
Valutazioni di mercato e piste estere
Legato alla Juventus da un contratto fino al 2030, rinnovato meno di un anno fa, con un ingaggio superiore ai tre milioni annui, Gatti resta molto apprezzato dalla tifoseria per il suo spirito combattivo. A bilancio pesa per circa quattro milioni e una sua cessione garantirebbe una plusvalenza importante, motivo per cui il club lo valuta tra i 20 e i 25 milioni. Le piste italiane, che in passato avevano visto interessamenti di Napoli e Milan, oggi sembrano raffreddate, complice il minutaggio ridotto e le incertezze tecniche di quei club. Restano vive invece le attenzioni dall’estero: alcune società di Premier continuano a seguirlo, mentre un’eventuale opportunità dalla Turchia potrebbe essere presa in considerazione solo in presenza di un progetto di alto livello. Per Gatti, l’estate si annuncia decisiva.
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