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Juventus, il caos calendario complica la Champions? Spalletti furioso

Riccardo Focolari
La Juventus, come le altre squadre in lotta per la Champions, ancora non sanno quando e a che ora giocheranno il prossimo turno.

Regolamento e contemporaneità obbligatoria

La tensione cresce mentre l’incertezza domina la programmazione. La Juventus attende di conoscere data e orario della sfida con la Fiorentina. Tutto dipende dalla collocazione del derby tra Roma e Lazio, finito al centro di un braccio di ferro istituzionale. La decisione della Prefettura di Roma di spostare la gara a lunedì sera ha generato un effetto domino. Il regolamento della Serie A parla chiaro. Nelle ultime due giornate, le squadre in lotta per lo stesso obiettivo devono giocare in contemporanea. Una norma pensata per garantire la regolarità del campionato. Questo vincolo impedisce di intervenire solo sul derby. Di conseguenza, anche Juventus, Napoli, Como e Milan restano in attesa. Il rischio concreto è scoprire il calendario definitivo a ridosso del match. Una situazione che crea frustrazione e disorientamento, soprattutto per chi si gioca l’accesso alla Champions.

Preparazione atletica stravolta

La differenza tra giocare domenica alle 12.30 o lunedì alle 20.45 è enorme. A questi livelli, nulla viene lasciato al caso, neanche un giorno di allenamento. La preparazione atletica e tattica segue ritmi calibrati al minuto, e tutte le squadre ne sono consapevoli. Cambiare orario significa ripensare carichi di lavoro, alimentazione e gestione dei recuperi. Scendere in campo a ora di pranzo richiede un programma a carichi decrescenti e una routine mattutina precisa. Spostare tutto di 32 ore obbliga a congelare la condizione fisica. Questo può aumentare il rischio di infortuni e complicare la gestione degli acciaccati. Lo staff di Luciano Spalletti aveva pianificato la settimana con un’idea chiara. Ora potrebbe essere costretto a modificare tutto in corsa, rivedendo riposi e sedute. L'unica nota che potrebbe risultare positiva è il recupero di Khéphren Thuram, che negli ultimi giorni non si sta allenando in gruppo.

Juventus ostaggio dell’incertezza

Per il momento, la Juventus ha scelto di non cambiare il piano stabilito a inizio settimana. La convinzione iniziale era di giocare domenica a mezzogiorno. Tuttavia, l’evoluzione della vicenda può imporre una revisione totale. La Fiorentina arriverà senza pressioni di classifica, avendo già ottenuto la salvezza. I bianconeri, invece, si giocano un obiettivo vitale come l'accesso alla prossima Champions. Essere coinvolti in questo caos organizzativo aumenta la tensione. Il problema va oltre la singola partita. Una squadra che lotta per un compenso di circa 70 milioni, oltre che al mantenere il blasone della squadra, non può restare sospesa tra ipotesi e rinvii. La sensazione diffusa è che esigenze di ordine pubblico e televisive stiano pesando sull’equilibrio sportivo. Un autogol del sistema che rischia di incidere sul finale di stagione.