Sulle fasce, Spalletti si affida a Conceição e Boga, pronti a sostituire un Yildiz non al meglio, ma che sarà comunque della partita.
I calendario di Juventus: la lotta Champions League
Le scelte di Spalletti tra prudenza e coraggio
La Juventus arriva alla sfida con il Bologna con un carico di dubbi fisici ma con un’idea tattica molto chiara. Luciano Spalletti sa che questa è una tappa chiave nella corsa alla Champions League e, davanti agli acciacchi di alcuni titolari, ha deciso di puntare con decisione sulla fantasia e sull’imprevedibilità degli esterni. Il dolore al ginocchio sinistro di Kenan Yildiz impone cautela: il turco ha svolto un solo allenamento in gruppo e difficilmente potrà garantire novanta minuti ad alta intensità. Per questo motivo, il tecnico bianconero prepara una Juventus capace di accendersi sulle corsie laterali, lì dove può nascere la superiorità numerica che spesso decide partite bloccate. L’obiettivo è chiaro: mettere pressione al Bologna fin dai primi minuti e provare a indirizzare subito la gara.
Boga, l’arma silenziosa diventata decisiva
Tra le intuizioni più riuscite della seconda parte di stagione c’è senza dubbio l’impatto di Jérémie Boga. Arrivato in punta di piedi a gennaio, l’ivoriano ha saputo ritagliarsi uno spazio sempre più importante grazie alla sua capacità di saltare l’uomo e creare pericoli anche partendo da situazioni statiche. I numeri raccontano di quattro reti in appena 445 minuti, un dato che lo colloca sorprendentemente tra i giocatori più incisivi della rosa in rapporto al minutaggio. Spalletti lo considera un jolly prezioso, capace di accendere la partita con una giocata individuale quando il palleggio fatica a trovare varchi. Contro un Bologna reduce da fatiche europee, la sua freschezza e la sua rapidità possono diventare un fattore determinante soprattutto nella prima parte di gara.
Conceição, concretezza oltre l’estro
Sull’altra corsia il punto fermo è Francisco Conceição, ormai titolare inamovibile a destra. Il portoghese ha aggiunto concretezza alle sue ben note qualità nel dribbling stretto, dimostrando di aver recepito i dettami del tecnico: meno leziosità, più efficacia nell’ultimo passaggio e nella conclusione. La concorrenza interna non lo ha frenato, anzi lo ha spinto a crescere sotto il profilo delle scelte. Spalletti intravede in lui un potenziale ancora inespresso, soprattutto quando riesce a coniugare istinto e disciplina tattica. La sua capacità di creare superiorità può allargare le maglie della difesa rossoblù e aprire spazi centrali preziosi per gli inserimenti dei centrocampisti.
Un piano gara che esalta le ali
L’idea tattica che prende forma è quella di una Juventus pronta a sviluppare gran parte del proprio gioco sulle corsie, anche con l’eventuale utilizzo di Weston McKennie largo in un possibile 3-4-3. Yildiz potrebbe diventare un’arma da usare a partita in corso, quando le difese saranno più stanche e gli spazi più ampi. È una strategia che unisce prudenza e coraggio: proteggere chi non è al meglio, ma allo stesso tempo sfruttare al massimo chi oggi garantisce brillantezza e imprevedibilità. Per Spalletti, la strada verso l’Europa passa dalla fantasia delle sue ali.
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