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Juventus, riecco Arthur: non verrà riscattato dal Gremio

Riccardo Focolari
Si ripete sempre la solita storia alla Continassa. Arthur, quest'anno in prestito al Gremio, non verrà riscattato e tornerà a Torino.

Il prestito in Brasile che non porta al riscatto

Sembrava potesse essere la tappa definitiva, invece rischia di trasformarsi nell’ennesimo passaggio intermedio. L’avventura di Arthur Melo al Gremio non sta producendo gli effetti sperati né per il club brasiliano né per la Juventus. A inizio stagione le sensazioni erano state positive: buone prestazioni, parole d’amore verso il Brasile, la convinzione di aver ritrovato finalmente un equilibrio tecnico e personale. Poi, con il passare dei mesi, la realtà ha presentato il conto. Il Gremio apprezza il giocatore, ma non intende affondare il colpo alle condizioni fissate. Il prezzo per il riscatto si aggira attorno ai 10 milioni di euro, cifra ritenuta eccessiva se rapportata anche all’ingaggio del centrocampista. Così, l’idea di confermarlo si scontra con valutazioni economiche che portano il club a prendere tempo e a guardarsi intorno. Nel frattempo, la Juventus osserva e sa che, salvo sorprese, a fine stagione Arthur tornerà formalmente a Torino, entrando nell’ultimo anno di contratto in scadenza nel 2027, prolungato in passato proprio per spalmare un ingaggio pesante e facilitarne l’uscita.

La richiesta della Juventus e l’ipotesi ritorno in Europa

Per evitare un nuovo prestito, soluzione ormai poco praticabile, la Juventus è disposta a chiudere la vicenda a titolo definitivo abbassando sensibilmente le pretese. La cifra ufficiosa si aggira intorno ai 6 milioni di euro, un compromesso che nelle intenzioni del club dovrebbe favorire una cessione rapida. Un’opportunità che potrebbe interessare anche lo stesso Arthur, tutt’altro che contrario a un ritorno in Europa, con una preferenza dichiarata per il campionato spagnolo. Difficile, se non impossibile, immaginare un ritorno al Barcellona, più realistico pensare a una nuova esperienza simile a quella vissuta al Girona, dove aveva fatto intravedere buone cose senza però riuscire a strappare una conferma. Negli ultimi cinque anni, del resto, Arthur ha cambiato altrettante squadre, passando da contesti di alto livello come Liverpool e Fiorentina a realtà più complicate, senza mai trovare continuità.

Numeri deludenti e margini ridotti di trattativa

Anche in Brasile il rendimento non è stato all’altezza delle aspettative. Un solo assist in 20 presenze, alcuni problemi fisici – attualmente è fermo per un guaio muscolare alla coscia – e la sensazione che il ritorno in patria non lo abbia trasformato nel leader tecnico che ci si attendeva. Neppure la fascia da capitano, indossata con orgoglio, è riuscita a cambiare l’inerzia della sua stagione. Il Gremio, dal canto suo, attende di capire se attorno al giocatore possa nascere un mercato alternativo. Solo nel caso in cui la Juventus dovesse abbassare ulteriormente le richieste economiche, il club brasiliano potrebbe tornare a pensarci. Ma non a 10 milioni, e probabilmente neppure a 6. Per ora, i margini di trattativa sono minimi e lo scenario più concreto resta quello di un nuovo rientro a Torino, l’ennesimo capitolo di una storia che entrambe le parti speravano fosse già chiusa.