Juventus, archiviato a Roma il procedimento su plusvalenze e stipendi: cosa cambia ora
La decisione del GIP
La vicenda giudiziaria legata alle indagini sui bilanci della Juventus registra un nuovo passaggio importante. Attraverso un comunicato ufficiale, il club bianconero ha infatti reso noto che il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma ha disposto l’archiviazione del procedimento originato dalle verifiche relative al bilancio chiuso al 30 giugno 2022. Si tratta di una decisione significativa perché mette fine a un filone investigativo che negli ultimi anni aveva continuato ad accompagnare il nome della società bianconera. Nel comunicato diffuso dal club viene inoltre precisato un aspetto fondamentale: il procedimento riguardava esclusivamente esponenti aziendali e non la società stessa, che non risultava indagata. Una precisazione che la Juventus aveva già ribadito in più occasioni durante l’evoluzione della vicenda e che viene nuovamente confermata anche dopo la decisione arrivata da Roma. L’archiviazione arriva dopo la richiesta avanzata dai pubblici ministeri nell’ottobre del 2025 e rappresenta quindi l’ultimo passaggio di un percorso giudiziario sviluppatosi nel corso degli ultimi anni.
Dalle plusvalenze alle manovre stipendi: come nasceva il procedimento
Per comprendere meglio il significato della decisione è necessario tornare alle origini dell’intera vicenda. Il procedimento archiviato a Roma nasceva infatti come sviluppo parallelo rispetto all’inchiesta denominata Prisma, avviata inizialmente dalla Procura di Torino. Nel corso delle indagini, parte della documentazione e degli approfondimenti investigativi vennero successivamente trasferiti nella Capitale. Al centro delle verifiche c’erano soprattutto due aspetti che avevano generato ampio dibattito nel mondo calcistico e finanziario. Da una parte le cosiddette plusvalenze derivanti da operazioni incrociate, dall’altra le manovre stipendi. Le verifiche riguardavano in particolare l’analisi dei bilanci societari fino al giugno 2022. Già nel dicembre 2023 la Juventus aveva comunicato pubblicamente di aver ricevuto richieste di acquisizione documentale relative proprio a questi aspetti. Anche in quel momento il club aveva chiarito di non essere formalmente coinvolto come soggetto indagato. L’obiettivo degli investigatori era approfondire la correttezza di alcune operazioni economiche e contabili già finite sotto osservazione anche in altre sedi.
Una vicenda che ha coinvolto anche Consob e altre autorità
Il tema delle plusvalenze e delle manovre salariali non si è sviluppato esclusivamente sul piano penale. Nel corso degli anni, infatti, la questione è stata analizzata anche da altre autorità competenti. Tra queste figurano i procedimenti avviati da Consob, che aveva effettuato approfondimenti sulla documentazione finanziaria e sulle comunicazioni societarie. Questo ha contribuito a mantenere alta l’attenzione attorno alla vicenda per un periodo molto lungo. La sovrapposizione tra indagini sportive, verifiche finanziarie e approfondimenti giudiziari ha reso il quadro particolarmente complesso. Proprio per questo motivo, l’archiviazione comunicata nelle ultime ore rappresenta un passaggio destinato ad avere un peso significativo nella ricostruzione complessiva della vicenda.
Cosa cambia ora per la Juventus
Dal punto di vista pratico, la decisione conferma un elemento che la società aveva sempre evidenziato. La Juventus non risultava indagata all’interno di questo procedimento specifico. L’archiviazione, quindi, non modifica soltanto la situazione giudiziaria del fascicolo romano, ma rafforza anche la posizione già espressa più volte dal club. Sul piano societario, la decisione permette inoltre di eliminare un elemento di incertezza che continuava ad accompagnare il nome bianconero. Adesso la Juventus può concentrarsi completamente sul presente sportivo e societario. La decisione arrivata da Roma chiude infatti un capitolo che, direttamente o indirettamente, ha accompagnato il club per diversi anni.
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