Juventus, 15 milioni in cinque anni solo per i dirigenti: tra risultati deludenti e continui cambi
Una rivoluzione continua costata milioni
Negli ultimi cinque anni la Juventus ha cambiato più volte la propria struttura dirigenziale, investendo cifre importanti nel tentativo di rilanciare il club. I risultati ottenuti sul campo, però, non sono stati all'altezza delle aspettative. Dal 2021 a oggi si sono susseguiti amministratori delegati, direttori sportivi e figure apicali chiamate a inaugurare nuovi cicli. Ogni cambiamento è stato accompagnato da investimenti significativi, stipendi elevati e buonuscite che hanno contribuito ad aumentare i costi della gestione societaria. Secondo le stime emerse nelle ultime ore, tra compensi, incentivi e liquidazioni, la Juventus avrebbe speso circa 15 milioni di euro soltanto per i principali dirigenti che si sono alternati alla Continassa. Una cifra importante che assume ancora più peso se confrontata con i risultati sportivi ottenuti nello stesso periodo. Dal termine del ciclo vincente iniziato con Andrea Agnelli, i bianconeri non sono più riusciti a conquistare lo scudetto e hanno sollevato soltanto una Coppa Italia, senza mai andare oltre gli ottavi di finale in Champions League.
Il caso Comolli e il bonus da top player
L'ultimo capitolo di questa lunga serie di cambiamenti riguarda Damien Comolli, arrivato alla Juventus con grandi aspettative e destinato a guidare il rilancio del club. Per convincere il dirigente francese ad accettare l'incarico, la società aveva previsto anche un importante bonus alla firma. Il contratto comprendeva infatti un signing bonus da 950 mila euro lordi, una cifra normalmente associata ai grandi protagonisti del mercato. La scelta era stata motivata dalla volontà di assicurarsi una figura ritenuta strategica per il futuro della società. Tuttavia il progetto non ha prodotto i risultati sperati e l'avventura di Comolli si è conclusa dopo una sola stagione. Le sue idee basate sull'analisi dei dati e sugli algoritmi non sono riuscite a convincere pienamente l'ambiente bianconero. Le tensioni interne, le difficoltà sul mercato e i rapporti sempre più complicati con alcune figure chiave hanno accelerato la separazione. L'addio del dirigente francese rappresenta così l'ennesimo cambio di rotta all'interno di una Juventus che negli ultimi anni ha faticato a trovare stabilità a livello societario.
Da Arrivabene a Giuntoli: quanto è costata la dirigenza
Prima di Comolli si erano alternati altri dirigenti di primo piano. Maurizio Arrivabene, chiamato a guidare il club dopo l'uscita di Fabio Paratici, ha percepito circa 2 milioni di euro lordi durante la sua esperienza in bianconero. Successivamente è arrivato Maurizio Scanavino, figura di fiducia della proprietà, che tra compensi e remunerazioni ha accumulato circa 2,6 milioni di euro nelle stagioni successive. Particolarmente significativo anche il caso di Cristiano Giuntoli, sbarcato a Torino nell'estate del 2023 per ricostruire l'area sportiva. Tra stipendio e buonuscita per la risoluzione anticipata del contratto, il costo complessivo della sua esperienza si avvicina ai 6 milioni di euro. Sommate alle cifre relative a Comolli, queste operazioni portano il totale vicino ai 15 milioni investiti nella sola dirigenza.
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