Yildiz
Il Mondiale può attendere. Kenan Yildiz ha un solo pensiero in testa: trascinare la Juventus verso la qualificazione alla prossima Champions League. Tra meno di due mesi il talento turco dovrebbe vivere il suo primo Mondiale da protagonista con la Turchia, un appuntamento storico per una nazionale che manca dalla competizione da oltre vent’anni. Eppure, nonostante l’importanza dell’evento, il numero 10 bianconero non ha alcuna intenzione di tirare il fiato. Sta stringendo i denti, convivendo con un problema fisico fastidioso pur di restare al centro del progetto tecnico di Luciano Spalletti in questo momento decisivo della stagione.
Da tempo Yildiz convive con una tendinopatia al ginocchio sinistro, un’infiammazione al tendine sotto la rotula causata da sovraccarico. La vistosa fasciatura che porta sotto il ginocchio è diventata quasi un segno distintivo delle sue ultime uscite. Lo stesso Spalletti, dopo la vittoria di Bergamo contro l’Atalanta, ha spiegato come in settimana il turco sia stato costretto ad allenarsi a ritmi ridotti. Il problema non è nuovo: già al debutto del tecnico sulla panchina bianconera, a novembre, Yildiz era stato escluso dai convocati per lo stesso motivo. Nonostante questo, i numeri raccontano quanto sia stato utilizzato: capocannoniere stagionale con 11 gol, è tra i giocatori con più minuti in assoluto, 3.405 complessivi. Da metà gennaio in poi, nel periodo più intenso del calendario, ha giocato 1.282 minuti su 1.560 disponibili, saltando completamente solo una partita e restando quasi sempre in campo per almeno tre quarti di gara.
Spalletti considera Yildiz imprescindibile, anche quando non è al cento per cento. La qualità delle sue giocate, come dimostrato anche a Bergamo con il pallone illuminante servito a Kelly, può cambiare l’inerzia di una partita in un istante. Proprio per questo la Juventus ha studiato un piano di gestione mirato per le prossime settimane: meno carichi di lavoro in allenamento, più terapie e maggiore attenzione al recupero tra una partita e l’altra. Non si tratta di preservarlo in vista del Mondiale, ma di averlo nelle migliori condizioni possibili per il rush finale in campionato. Yildiz, dal canto suo, ha fatto una scelta chiara: prima viene la Juventus, poi tutto il resto. Anche un sogno grande come il Mondiale.
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