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Juve, Ravanelli a La Gazzetta: “Non punterei su Lewandowski”

Lorenzo Focolari
Il commento di Fabrizio Ravanelli sull’attacco bianconero e su chi dovrebbe puntare la società bianconera il prossimo anno.

L’ex attaccante della Juventus, Fabrizio Ravanelli, in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, tra i tanti temi toccati ha parlato del presente e del futuro reparto offensivo dei bianconeri. Leggiamo le sue dichiarazioni.

Le parole di Fabrizio Ravanelli

Cosa è mancato al reparto offensivo bianconero in questa stagione?Un finalizzatore. È mancato per tanto tempo Vlahovic: anche lui aveva avuto delle difficoltà, ma con Dusan al cento per cento la Juventus avrebbe avuto qualche punto in più. Spalletti ha provato in tutti i modi a far diventare la squadra più cinica davanti, perché comunque di occasioni ne crea tantissime e ha fatto anche molti gol in queste ultime partite, però il problema è che non ha un centravanti veramente concreto e che fa la differenza. Manca un numero nove”.

Vlahovic merita il rinnovo? Molto dipenderà da Spalletti, Chiellini, Comolli e da come vorranno giocare. Vlahovic può dare una mano, ma serve anche altro per lottare su tutti i fronti. Penso a un nove di spessore, che faccia la differenza. Alla Juve storicamente c’è sempre stata concorrenza davanti”.

Lewandowski potrebbe essere l’uomo giusto per la Juventus?No, sarebbe un messaggio sbagliato per i tifosi e per la programmazione del club. Si farebbe un passo indietro. Non perché Lewandowski non sia all’altezza, parliamo di un fuoriclasse. Ma c’è bisogno di ragazzi con un bel futuro e col Dna Juve. Penso che il club debba cercare altri profili, Lewandowski ha 37 anni”.

Chi prenderebbe?Farei di tutto per Osimhen, ma so che non è facile per le diverse clausole. Gabriel Jesus sarebbe da Juve, anche se ha avuto qualche infortunio. L’area scouting deve essere brava a individuare un attaccante che possa vincere qualcosa di importante in futuro. I nove pronti sono pochi e costano tantissimo. Nella mia Juve che ha conquistato la Champions era stata costruita una base di prospettiva forte: io, Tacchinardi, Di Livio, Del Piero, Porrini, Torricelli, Peruzzi… Tutti ragazzi con grande voglia di mettersi in mostra. Bisogna lasciar perdere gli Over 35, perché è vero che un po’ di esperienza serve ma sono necessarie soprattutto energia, intensità e forza fisica”.

La stagione di David?Sì, la sua è una stagione negativa. Ha fatto qualche gol, ma non credo sia un giocatore per poter vincere Champions o scudetti. Se analizziamo gli ultimi 30 anni di storia della Juventus, onestamente faccio fatica a trovare punte che non siano state determinanti. David ha pagato troppo il salto di qualità. Un conto è il Lilla, in un campionato senza troppa pressione e in un contesto di squadra che gioca a memoria, un altro è dover fare la differenza alla Juventus. A Torino il peso della maglia è molto più difficile da sopportare, serve grande personalità”.