Luciano Spalletti si è presentato in conferenza stampa per presentare la sfida di domani in trasferta contro il Lecce.
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Juve, la conferenza stampa di Spalletti. Vlahovic, Openda e rumors di mercato
Luciano Spalletti ha parlato alla vigilia della partita contro il Lecce. Un crocevia per la Champions, una sfida assolutamente da non sbagliare. La squadra dovrà rialzarsi dopo lo scivolone all'Allianz contro il Verona per non dare ulteriori punti di vantaggio alle concorrenti. Tra i temi trattati, ha risposto alla domanda sulla possibile titolarità di Vlahovic, sul dove deve ripartire la squadra, i rumors di mercato e degli errori fatti con Openda,.
La presentazione della gara contro il Lecce
Ha parlato così Luciano Spalletti sulla gara di Lecce: "Che Juve voglio vedere domani? Noi vogliamo ripartire da quella che è stata la fine della partita precedente. Se uno stadio come quello dell'Allianz, abituato a vincere le partite, applaude dopo un risultato contro una squadra assolutamente da battere è segno che non tutto è stato da buttare via. Ciò che ci ha riconosciuto il nostro pubblico è impegno e qualità, anche se non abbiamo portato in fondo quello che dovevamo fare. Vogliamo riproporre qualcosa che sia una prestazione, delle cose che sono state fatte bene e che non hanno avuto l'esito che ricercavamo. Lo sbaglio sarebbe vederci la sfortuna invece che delle indicazioni su cosa migliorare, quello è un errore da non fare.Giochiamo contro una squadra organizzata: conosco Corvino, so l'esperienza che lui dà, un allenatore bravo come Di Francesco. So che hanno una società che ha fatto anche un centro sportivo. Quindi son tutte cose che danno un valore, giocheremo contro una squadra che terrà il volume alto, ci vorrà il massimo a fare un risultato importante in un campo così. Ma lo sappiamo bene, e ci può aiutare come siamo stati questa settimana dopo l'ultimo risultato".Vlahovic parte titolare?
"Potrebbe essere la partita in cui ritrovarlo titolare: ci sono ancora delle ore, ma è una considerazione giusta. Vediamo se procede tutto in maniera normale fino a domani sera, non carichiamolo troppo di responsabilità. Facciamo le cose in maniera corretta, la coesione di squadra viene dal suddividersi di qualità, responsabilità, intenzioni: viene da tante cose"."Da dove ripartire? C'è bisogno di responsabilità"
Alla domanda sulle certezze maturate e da cui ripartire dopo il pari col Verona, Spalletti ha risposto così: "In dei momenti come questi quello di cui c'è bisogno è la responsabilità. È la sofferenza che ti dà il senso della responsabilità: questa settimana abbiamo sofferto, e le certezze sono l'impegno che ho sempre visto mettere da questi ragazzi da quando sono arrivato. Da un punto di vista di essere apposto con la coscienza io gliel'ho sempre visto fare: quando non si vincono le partite in questo spogliatoio si sta male, questa squadra ha un dolore e il dolore, se rifletti bene su quello che è, ti insegna delle cose. E' il materiale con cui ti costruisci le tue possibilità, e di dolore ne abbiamo subito questa settimana. Io li ho visti bene in faccia.Sono convinto che loro avranno una reazione perché dal dolore emerge una profondità e una forza che prima non possedevi. Funziona così nella vita, il carattere viene fuori da quello che non ti va bene e sei costretto a doverlo ribaltare. Per cui io sono convinto che ci si metterà qualcosa di più, non si useranno le stesse cose usate nell'ultima partita anche se molto cose sono state fatte bene ma non sono bastate, per cui se ne mettono altre di cose".La squadra percepisce il pericolo durante la partita?
"È sempre un'intenzione che fa la differenza: noi dobbiamo andare a consumare quel pallone lì, a consumarlo, a ribaltare quel campo lì, percezione o non percezione. Bisogna fare cose forti che spacchino la monotomia, il ritmo, la gestione. Ci vuole gas a tavoletta, dei ragionamenti sul fatto che bisogna prendersi dei rischi, convivendo con ritmi alti e rischio della partita. C'è soltanto da esprimere e non da gestire. Parlare di percezione... Si, chiaro che bisogna anticipare un po' tutto, però è una questione che può assomigliare anche alla paura travestita da prudenza. Noi dobbiamo giocare la partita, a viso aperto, a sapere che la partita ha un termine e che in quel termine bisogna fare cose importanti, strappando risultati per noi fondamentali".Cosa vorrebbe vedere domani dalla Juventus?
"Quelle che ho detto poco fa. Il credo di essere forte non nasce quando tutto va al meglio, nasce quando niente ha senso perché devo andare contro le avversità durante la strada. La maggior parte delle persone soffre di cose che debbono ancora avvenire o di cose già successe. Noi abbiamo tutto nelle nostre mani, tutto davanti, non bisogna farsi condizionare dai ragionamenti che si fanno, considerazioni, opinioni. Abbiamo tutto lì davanti: questo campionato da un punto di vista di qualità espressa dalla squadra mi soddisfa, sono contento. Chiaro che poi ci sono momenti che fanno la differenza e quei momenti lì ogni tanto ce li siamo persi. O per una girata di testa in ritardo, non ho anticipato, percepito, intuito, capito bene quel momento lì, non ho usato bene il radar che devo usare di continuo, questo passaggio dato con la forza giusta... Queste cose che ci sono successe ci hanno penalizzati, ma il modo di allenarsi della squadra e la voglia della squadra... E' stato sempre un comportamento serio, responsabile, professionale, da gente da Juventus. Poi però ci siamo persi quei momenti lì che ci sono costati cari, e bisognerebbe essere bravi a far sì che non risucceda. Cambi di modulo, posizione, ma sono cambi di intenzione che fanno la differenza in questo calcio di continuo movimento e di continuo interpretare cose nuove e luoghi diversi nel rettangolo di gioco".La volata Champions, cosa manca?
"C'è un po' di tutto, però poi è la scelta... Si riduce tutto a quei momenti lì. C'è carattere, pressione, gioco di squadra, interpretazione dei momenti della finestra che diventa determinante. Ora anche qualche altro dice che il calcio è uno sport a basso punteggio, quando è a basso punteggio così viene determinato dall'episodio. E' quella palla che passa lì dentro e che poi dici 'L'ha parata, rincorso la riga, rimasta in campo: sfortunato'. No! Se pensi di essere quello lì lo diventi! Sei quello che se gli va male qualcosa deve andare a considerare che non abbia fatto bene tutto ciò che doveva. Tu sei quello che fa l'esame sempre per avere la possibilità di una crescita e prendere cose nuove da cosa ti succede, è un'imposizione di vita. Per cui bisogna essere bravi a saper direzionare un po' il vento, perché a seconda di come lo usi il vento nelle partite ti aiuta a spingere più forte. In base a come lo affronti ti frena un po' perché ti rallenta. Sono quei momenti e quei palloni, a seconda di come li usi, che avranno un'evoluzione più importante di altri. Noi siamo di un livello dove la pressione è un'ambiente naturale, non qualcosa di differente. Giocare una partita così è una cosa naturale per noi, ne abbiamo già giocate. Poi qualcuna finita bene e altre male, ma sono questi episodi in cui uno riesce a individuare momenti fondamentali. Non è come nel basket che finisce 80-90, anche lì ci sono i canestri determinanti ma venendo fuori tanto risultato il collettivo assomiglia a chi vince e chi perde. Qui le finestre di questo tipo durano pochi secondi: bisogna avere la cattiveria e la solidità mentale, la lucidità di saperle individuare".Sui rumors di mercato...
Hanno fatto notare a Spalletti alcune dichiarazioni di Giuseppe Marotta, presidente dell'Inter, il quale ha detto che si vince anche con i giocatori d'esperienza. L'allenatore bianconero ha risposto: "Il paragone con l'Inter non lo so fare. L'Inter è costruita in maniera corretta: questa esperienza, forza mentale e caratteriale gli si viene riconosciuta in questi anni, a noi un po' meno. Probabilmente qualche differenza c'è, perché non è solo il dettaglio di una partita ma di un periodo. Sono d'accordo col direttore che poi ci voglia anche esperienza. Noi siamo una squadra in cui si può crescere, c'è potenziale, sono stati fatti passi avanti importanti. Abbiamo la possibilità di un futuro. Chiaro che si tenterà di migliorare anche la squadra, tutti insieme, si lavora per metterci ciò che manca. Abbiamo chiesto un preventivo per il pullman a due piani, per tutti i giocatori che ci dite, se si riescono a prendere tutti... Ma la vedo difficile".L'errore fatto con Openda
Spalletti ha chiuso la conferenza stampa rispondendo al perché Openda sia sparito dalle rotazioni nelle ultime partita. "Quello probabilmente è un altro di quegli errori che ho fatto io e che non avevate citato fino a questo momento. Io devo scegliere, e le scelte le faccio tentando di considerare tutto, ma qualcosa mi perdo di sicuro. Openda si sta impegnando bene, il ragazzo è micidiale da un punto di vista di disponibilità e professionalità, di voglia di mettere a disposizione quei 2' se venisse chiamato domani a giocare 2'. Gli vogliamo bene tutti, se non l'ho fatto giocare è perché credevo fossero meglio gli altri per darci più risultato in queste partite".© RIPRODUZIONE RISERVATA