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Sconcerti: “Allegri? In questo momento lui è più forte della Juve”

Massimiliano Allegri

Nel suo consueto "Capuccino con Sconcerti" su Calciomercato.com, il giornalista Mario Sconcerti ha parlato della situazione in casa Juve

redazionejuvenews

Un inizio di stagione complicato quello della Juventus, che nelle ultime giornate sembra essersi rialzata e abbia ricominciato a vincere. Nonostante questo i problemi della squadra di Massimiliano Allegri sono ancora gravi ed evidenti. Se la difesa è finalmente tornata ad essere un bunker, il centrocampo non gira affatto e l'attacco funziona quasi solo grazie alle intuizioni e ai colpi di classe di Dybala e Chiesa. Il processo di trasformazione è ancora lungo ma se c'è un uomo che può far rinascere la Juventus, quello è sicuramente Max.

Nel suo consueto "Capuccino con Sconcerti" su Calciomercato.com, il giornalista Mario Sconcerti ha parlato della situazione in casa bianconera: "Non crederete davvero che Allegri stia ammettendo degli errori? Non ci cascate, sta facendo ironia pesante,  sta prendendo letteralmente in giro i suoi ascoltatori giornalisti. Perché lo fa? Perché le cose non vanno bene, viene attaccato spesso e male, e lui si difende prendendoci in giro. Se lo può permettere perché non solo non ha niente da perdere, ma in questo momento è più forte lui della Juve. Ha un contratto formidabile, bloccato sulla sua legittima competenza e sottoscritto dopo essersi preso la totale responsabilità della ricostruzione della Juve, responsabilità datagli dalla società dopo due tentativi tecnici falliti.

Non gli è stato comprato nessuno, ha una Juve meno forte ed è l’unico a metterci la faccia. Provate a toccarlo. Quando scadrà il suo contratto, quanti altri dirigenti possono dirsi sicuri di esserci? Nessuno. Allegri in questo momento è al di sopra della Juve e di noi poveri scrivani. O pensate davvero si sia pentito di aver messo Kulusevski su Brozovic? Infatti dopo aver fatto finta di ammetterlo dice che non aveva previsto nemmeno che Calhanoglu avrebbe tirato un bolide all’incrocio dei pali. Che c’entra? Vuole dire che nel calcio, a parlare dopo, siamo tutti finti bravi. Finti, appunto, come lui".