Juve, Gianni Agnelli e i bianconeri: la passione di una vita

Sono passati già vent'anni dalla scomparsa dell'Avvocato: un grande presidente, un'icona della juventinità, come dimostrano le sue parole
Notizie Juve, il ricordo dell'avvocato.

Sono passati già 20 anni dalla morte di Gianni Agnelli. La Juventus, sul suo sito ufficiale, lo ha ricordato sul suo sito con le sue frasi storiche. Eccone alcune che hanno fatto la storia: “Con il suo amore verso la Juventus, Gianni Agnelli è stato un punto di riferimento. Un filo bianconero ha legato la sua esistenza. E tantissime sue frasi ancora oggi orientano i tifosi della Signora mostrando di cosa sia fatta la juventinità.
«QUANDO DIVENTAI PRESIDENTE DELLA JUVENTUS SCRISSERO: UNA SOCIETÀ DI 50 ANNI HA ORA UN PRESIDENTE DI 25»
Nel 1947 Gianni Agnelli assume la carica di Presidente della Juventus e la tiene per 7 anni, fino al 1954. Un periodo caratterizzato dalla creazione di una squadra che vince due scudetti, con i campioni danesi Hansen e Praest e il giovane italiano più promettente, Giampiero Boniperti. Un’esperienza anche molto «divertente» – a detta dell’Avvocato – tanto da doverla lasciare a un certo punto per potersi dedicare a tempo pieno ad altre attività.

«L’HO DETTO PURE AI GIOCATORI: PER NOI LA MAGLIA CONTA PIÙ DEI NOMI»
La presenza di Agnelli vicino alla squadra è costante nel tempo. Spesso le sue visite sono il modo per capire la situazione del momento e per trasmettere ai giocatori i concetti che accompagnano da sempre la Juventus.
«LA PASSIONE NON CAMBIA E NON INVECCHIA. QUESTO È SICURO»
Nell’osservare la quotidianità della squadra c’è la curiosità del primo tifoso, il gusto nel vivere dal di dentro la vita del club, qualcosa che lo lega ai primi anni di vita: «Giocai a calcio al D’Azeglio, dove era nata la Juve. A 14-15 anni. Si giocava molto anche in piazza d’Armi, con la gente che si trovava. Ma smisi presto. Non mi viene in mente la prima partita che vidi. Ricordo invece gli allenamenti, nel vecchio campo. Andavo con mio padre. Avevo 12 o 13 anni. Si provava un’ala sinistra proveniente dall’Ungheria, Hirzer. Lo chiamavano “gazzella”. Era molto veloce. Allora si andava a vedere la squadra, agli allenamenti, come si andavano a vedere i cavalli da corsa».

«DI STILE JUVE, PARLANO GLI ALTRI, NON NOI»
Gianni Agnelli è una fortuna per i giornalisti. Molte dichiarazioni hanno un potere evocativo, vanno al di là della contingenza e si pongono come espressioni in sintesi della filosofia e della cultura della Juventus. Interventi che acquistano un peso specifico rilevante, soprattutto nei momenti di difficoltà, quando c’è bisogno di una chiara indicazione: «È abitudine della Juventus dire e credere che quando le cose vanno bene il merito è dei giocatori, quando vanno meno bene la responsabilità è della società».
«É CHIARO CHE A VILLAR PEROSA SONO PIÙ POPOLARE DEI GIOCATORI. SE NON LO SONO A CASA MIA…»
Il giorno della partita della Juventus con i ragazzi della Primavera è un rito della famiglia Agnelli che si ripropone identico nel tempo. Il bagno di folla, la curiosità verso la nuova squadra (spesso era la prima uscita), le dichiarazioni programmatiche sulla stagione che va a iniziare. C’è quanto basta per rendere l’appuntamento ogni volta memorabile”.

(juventus.com)