Elkann riflette, Comolli vacilla: Spalletti guadagna peso nella nuova Juventus
Crisi di identità e contatti continui con la proprietà
Alla Continassa non si respira un’aria qualunque. Dopo la sconfitta con la Fiorentina e il crollo delle certezze legate alla qualificazione in Champions League, la sensazione è che si sia aperta una fase di riflessione profonda che coinvolge tutta la struttura della Juventus. Al centro di questa fase c’è soprattutto John Elkann, tornato a seguire in modo diretto le dinamiche del club in un momento in cui la crisi non è solo tecnica ma anche identitaria.
L’idea iniziale era quella di delegare totalmente la gestione ai manager scelti, secondo un modello più vicino alle proprietà americane che alla tradizione calcistica italiana. Tuttavia, il calcio si è dimostrato ancora una volta un ambiente atipico, dove equilibri interni, leadership e rapporti umani pesano più dei modelli organizzativi. Ed è proprio qui che il progetto sembra aver mostrato le sue crepe.
In questi giorni Elkann ha intensificato i contatti con i dirigenti e soprattutto con Luciano Spalletti. Il tecnico ha continuato a lavorare con la squadra in vista del derby, ma parallelamente ha avuto un confronto molto approfondito con la proprietà. Un dialogo che va oltre il mercato e tocca la struttura stessa dell’area sportiva.
Comolli in difficoltà e rapporti interni logorati
Sull’altro piatto della bilancia c’è la posizione sempre più delicata di Damien Comolli. Il dirigente francese, scelto direttamente da Elkann, non è riuscito a entrare pienamente nel mondo Juventus né a costruire quell’empatia e quell’autorevolezza necessarie per governare un ambiente complesso come quello bianconero.
Le tensioni interne si sono accumulate nel corso dei mesi, fino a generare una convivenza complicata tra area manageriale e area tecnica. Anche il rapporto con Spalletti non è mai realmente decollato, con l’allenatore che ora chiede maggiore autonomia decisionale su tutto ciò che riguarda il campo e il mercato.
Un segnale evidente arriva anche dall’annullamento di una riunione già programmata tra Comolli e gli scout del club, rinviata a data da destinarsi. Indizi che raccontano di un possibile ridimensionamento del suo ruolo, mentre prende quota l’ipotesi del ritorno di una figura più centrale per il mercato come Matteo Tognozzi, profilo gradito all’allenatore.
Spalletti rafforzato: “Se avete dubbi su di me…”
In questo scenario, paradossalmente, la debacle contro la Fiorentina ha rafforzato la posizione di Spalletti. Il tecnico ha ribadito a Elkann la sua visione per la rinascita sportiva e, allo stesso tempo, ha chiarito di non voler speculare su situazioni contrattuali: “Se avete anche un solo dubbio su di me, non preoccupatevi dei prossimi due anni di contratto: non saranno mai un problema”.
Una presa di posizione che ha colpito la proprietà e che sembra aver dato ulteriore peso alle sue richieste. Ora resta da capire quale direzione prenderà Elkann: un semplice ridisegno delle competenze, con Comolli più lontano dall’area tecnica, oppure una nuova rivoluzione dirigenziale.
I segnali, al momento, vanno verso un progressivo depotenziamento dell’attuale amministratore delegato. In attesa delle decisioni definitive, alla Continassa resta la consapevolezza che la ricostruzione passerà prima di tutto dalla ridefinizione degli equilibri interni.
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