Juve News Juve News Di Canio durissimo sulla Juventus: “Non c'è anima, non si vede la luce”

Di Canio durissimo sulla Juventus: “Non c'è anima, non si vede la luce”

Stefania Palminteri
Paolo Di Canio critica la Juventus dopo la sconfitta contro il Genoa: nel mirino l'assenza di identità e gli errori individuali dei bianconeri.

La sconfitta contro il Genoa continua a far discutere e ad alimentare le critiche nei confronti della Juventus. Dagli studi di Sky Sport, Paolo Di Canio ha analizzato la prestazione dei bianconeri a Marassi, soffermandosi soprattutto sulla mancanza di identità e sulla difficoltà della squadra di trovare continuità durante le partite. Secondo l'ex attaccante, il problema non riguarda soltanto i risultati, ma anche l'atteggiamento mostrato in campo.

Di Canio critica la Juventus: “Non c'è anima”

“Ti aspettavi una Juve così distante? Minimamente, cioè non questa distanza. Uno scudetto mai contemplato, per quanto mi riguarda, però è come arrivano questi risultati. Dici: magari qualche partita la meriti, ma non trovo un'identità. Non c'è anima in questa squadra. Puoi cambiare il sistema, ti può andare bene contro una squadra, magari a Lecce perché inizi con un 3-5-2 un po' più attento, accorto. Poi la giocata la puoi trovare perché alcune squadre non sono così forti in Italia”.

L'ex attaccante ha quindi evidenziato come alcuni risultati possano arrivare anche grazie alle caratteristiche degli avversari, senza rappresentare necessariamente un segnale di crescita. La Juventus, secondo la sua analisi, fatica a trovare una continuità di rendimento e a costruire un'identità riconoscibile.

“Non si vede la luce”: nel mirino anche gli errori di Kalulu

Nel corso del suo intervento a Sky Sport, Di Canio ha insistito soprattutto sulla discontinuità della squadra bianconera, capace di mostrare qualcosa soltanto per brevi tratti della partita, senza riuscire a mantenere lo stesso livello di attenzione e intensità.

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“Magari sono anche carine da vedere a giocare, poi arrivano davanti alla tua porta e non sempre ti fanno male, però nonc'è anima, non si vede la luce. Vedi cinque minuti, un quarto d'ora, dieci minuti e poi vedi dei giocatori come Kalulu che, per affidabilità, erano una certezza nell'atteggiamento individuale, nel fare sempre una cosa giusta, fare questi errori”.