Juve News Juve News Causio senza filtri: “Alla Juve bastano tre innesti. Yildiz va protetto..."
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Causio senza filtri: “Alla Juve bastano tre innesti. Yildiz va protetto..."

Riccardo Focolari
Franco Causio, ex centrocampista della Juventus negli anni '70-'80, ha parlato dei bianconeri in un'intervista a Tuttosport.

Il calcio vero, i dribbling dimenticati e l’esempio di PSG-Bayern

Quando parla Franco Causio, il calcio torna ad avere il sapore dell’erba vera e dell’uno contro uno. Il “Barone” si accende rivedendo le immagini di Paris Saint-Germain contro Bayern Monaco: «Mi sono riconciliato con questo sport. Ho visto cose che in Serie A non si provano nemmeno. Giocatori che vivono per saltare l’uomo, che cercano l’avversario per puntarlo». Per Causio il punto è culturale prima ancora che tecnico: in Italia, dice, non si insegna più il dribbling. «Una volta sulle fasce c’erano devastatori veri, gente come Bruno Mora, Roger Magnusson, Jair, Angelo Domenghini. Poi siamo arrivati io e Bruno Conti. Oggi invece mancano istruttori veri, ex calciatori con patentino UEFA. Il movimento è in mano a carrozzieri e falegnami che nel tempo libero spiegano calcio: ma come si fa a insegnare l’uno contro uno se non lo hai mai vissuto?». È una fotografia dura, ma coerente con la sua visione romantica e tecnica del gioco, quella che mette al centro il talento e il coraggio.

Yildiz, Conceição e chi “giochicchia”: la mano di Spalletti

Il discorso scivola naturalmente sulla Juventus e sui suoi talenti offensivi. Per Causio, Kenan Yıldız è un patrimonio da proteggere: «Va lasciato tranquillo. Ha qualità enormi ma deve crescere, non si può massacrarlo alla prima partita storta». È convinto che con Luciano Spalletti possa avvicinarsi ai livelli dei grandi esterni europei, perché «Luciano sa entrare nella testa di questi ragazzi». Promosso anche Francisco Conceição: «Si vede la mano dell’allenatore. Fosse in lui, resterei a Torino senza farmi tentare dalla Premier». Molto più freddo invece il giudizio su Edon Zhegrova: «Non è uno su cui punterei. Uno con quelle caratteristiche deve emozionare, invece giochicchia». Parole nette, come il pensiero su Andrea Cambiaso: stagione altalenante, ma giocatore intelligente. «Se Pep Guardiola lo osserva, un motivo c’è. Spalletti gli rompe le scatole sui cali di attenzione, e fa bene».

Tre colpi per tornare grandi e la certezza Champions

Causio non ha dubbi sul finale di stagione: la Juventus andrà in Champions. «Spalletti ha rimesso tutti al posto giusto, ha dato serenità e unità». Ma per tornare a lottare davvero serve altro: «Bastano tre innesti, ma di esperienza internazionale, uno per reparto». Guardando ancora a PSG-Bayern, cita terzini che lo hanno impressionato come Alphonso Davies, apprezza giovani italiani cresciuti nell’Atalanta e ribadisce il concetto chiave: in Europa il livello tecnico è superiore. «Siamo lontani da Bayern, PSG, Barcellona, perfino dall’Atletico Madrid». Per colmare il divario non servono rivoluzioni numeriche, ma qualità mirata e personalità. Il Barone non ha dubbi: la base c’è, il manico pure. Ora servono tre uomini veri per tornare a fare la Juventus.