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Juventus, gli "allenamenti invisibili" di Spalletti funzionano

Riccardo Focolari
Luciano Spalletti sta sperimentando un nuovo metodo di allenamento, modificando la settimana tipo dei suoi giocatori.

Un nuovo metodo anche peri i calciatori

Alla Juventus c’è un’espressione che ormai è diventata familiare: “allenamenti invisibili”. È il marchio della gestione firmata da Luciano Spalletti, una filosofia che sta accompagnando i bianconeri nella corsa al quarto posto. Non si tratta di sedute sul campo, ma di giornate in cui la squadra non si presenta al centro sportivo pur restando mentalmente dentro il lavoro. L’obiettivo è chiaro: recuperare energie fisiche senza spegnere la concentrazione. Un equilibrio sottile tra riposo e responsabilità individuale che, fin qui, ha dato risultati tangibili in termini di freschezza atletica e tenuta mentale.

Niente ritiro e più libertà prima delle partite

Spalletti ha rivoluzionato anche le abitudini del pre-partita. Da quando è arrivato a Torino, ha quasi eliminato i ritiri, preferendo lasciare ai giocatori più tempo libero tra un impegno e l’altro. Una scelta controcorrente rispetto alla tradizione italiana, ma coerente con la sua idea di gestione del gruppo. I calciatori restano nel proprio ambiente, con le proprie routine, senza percepire il peso psicologico dell’isolamento. Questo approccio ha alleggerito la pressione in settimane spesso congestionate dal calendario, permettendo alla squadra di arrivare alle gare con maggiore lucidità.

La nuova struttura: scarico, riposo e preparazione mirata

La settimana tipo prevede uno scarico immediato dopo la partita, seguito da uno o addirittura due giorni di riposo completo quando il calendario lo consente. Solo dopo si passa alla preparazione specifica del match successivo. È qui che entra in gioco il concetto di “invisibile”: il riposo non è disconnessione, ma recupero attivo, con indicazioni precise su alimentazione, sonno e cura del corpo. Una responsabilizzazione dei giocatori che ha migliorato anche l’umore del gruppo, rendendo l’ambiente più sereno e collaborativo.

Una formula che può fare scuola

I risultati stanno dando ragione a Spalletti. La Juventus appare spesso più brillante nel finale delle partite e meno appesantita rispetto a molti avversari. Gli “allenamenti invisibili” non sono un’assenza di lavoro, ma un diverso modo di concepirlo, in cui la qualità prevale sulla quantità. Un metodo che potrebbe presto diventare un riferimento anche per altre squadre italiane, perché dimostra come, nel calcio moderno, la gestione delle energie mentali e fisiche possa valere quanto una seduta tattica in più.