Mario Sconcerti
TORINO – “È stata una bella partita finché la Bosnia ha avuto la forza per ripartire. Poi, col respiro grosso, ha cominciato ad accontentarsi ed è caduta su un colpo di Verratti da manuale euclideo. Questo in fondo è il vantaggio dell’Italia di Mancini: sa giocare a calcio e ha voglia di farlo, non ha paura di tentare soluzioni estreme7
[fnc_embed]<iframe frameborder=”0″ width=”700″ height=”450″ allowfullscreen=”true” src=”https://www.dailymotion.com/embed/video/x72a1wy?autoPlay=1&mute=1″ id=”tv”> </iframe>[/fnc_embed]
Stavolta è stata anche una partita vera. La Bosnia ha la classe dei balcanici, cioè il solito misto tra l’Italia e l’Oriente con un fisico superiore. Abbiamo vinto quando non pensavamo più, abbiamo sofferto e reagito, portato un po’ di ordine su un campo che era diventato davvero una terra selvaggia. Ci siamo confermati una squadra di talento, cosa che a me sembra già enorme visti i tempi. Dobbiamo considerare che non c’è più una squadra guida al mondo. I tanti stranieri rendono straniere a se stesse anche le squadre nazionali. Nello spazio che resta, Mancini ha trovato due idee, la giovinezza e la condanna del banale, che ci rendono almeno baldanzosi. Servirebbe una grande punta, un Belotti che cresce, un Bernardeschi che si guarda meno, un Quagliarella con 10 anni di meno”.
L'ex difensore della Juve Mattia De Sciglio, in una lunga intervista al Corriere della Sera,…
L'attaccante della Juve Women Chiara Beccari ha parlato in conferenza stampa in seguito al tris…
Il tecnico della Juve, Luciano Spalletti, non interverrà nella consueta conferenza stampa pre partita di…
Le ultime notizie dalla Continassa, in vista della gara di Coppa Italia della Juve contro…
Il centravanti della Juve finalmente si rivede alla Continassa. Ecco in quale partita potrebbe rientrare…
Così Riccardo Trevisani negli studi di Sportmediaset: il suo punto di vista sul momento della…