Gama
TORINO – Il capitano della Juventus Women e della Nazionale femminile Sara Gama, ha parlato intervistata da Sportweek.
[fnc_embed]<iframe frameborder=”0″ width=”700″ height=”450″ allowfullscreen=”true” src=”https://www.dailymotion.com/embed/video/x72a1wy?autoPlay=1&mute=1″ id=”tv”> </iframe>[/fnc_embed]
“Il look? Onestamente, non seguo le mode. Capisco gli stilisti quando dicono che facciamo tutti parte di un sistema, ma sostanzialmente ripeto che non seguo le mode. Credo di avere un mio stile e mi organizzo con le cose che amo.”
POST MONDIALE – “L’ho vissuto serenamente. Gli altri avevano l’entusiasmo di chi ha scoperto qualcosa, a noi toccava restare sveglie senza illudersi. L’impatto è stato potente, ma noi eravamo in questa specie di bolla. Però piano piano abbiamo capito, dai racconti degli amici e dei parenti. Ci siamo rese del tutto conto di quello che era successo forse quando siamo tornate in Italia. È stato un impatto mediatico importante, non bisogna sprecarlo.”
JUVENTUS – “Se hai uno Scudetto cucito sulla maglia sei favorito. Di anno in anno però altri club crescono. Due anni fa era stata una corsa a due con la Fiorentina, la stagione passata è finita con tre squadre in 5 punti e ora il numero delle rivali è aumentato. È frutto del lavoro che è stato fatto negli ultimi tempi: sarà un campionato equilibrato.”
PASSIONE – “La passione è la base assoluta. Servono ovviamente talento, ma anche costanza e tenacia. Un atleta deve avere disciplina, imporsi sacrifici. Tutto questo succede se hai passione, come in ogni sport. Atleta che ammiro? No, seguo le colleghe e oggi ce ne sono tante che portano in alto il nome dello sport italiano.”
FAMA – “Già in questi due anni, giocando nella Juve, io e le mie compagne abbiamo avuto un altro impatto mediatico. Ci siamo abituate piano piano a certe situazioni. Comunque quello che è successo col Mondiale è entusiasmo, non pressione. Ci sono più persone che ci seguono, dopo una vita di nicchia esser riconosciuti per il lavoro che fai è piacevole. Certo, porta più impegni, ma il fuoco si è accesso e sta a noi continuare a buttare legna in questo fuoco. La vita per l’atleta non cambia con la fama, deve stare sempre lì ad allenarsi.”
POST CALCIO – “Difficile da stabilire per sempre. Al momento mi piace il campo delle politiche sportive, penso che si possa incidere enormemente in questo momento. Sono consigliere federale e quindi adesso questo è il mio campo. Se una cosa non va bene, bisogna cercare di cambiarla e io credo di avere qualità per fare un certo percorso. Con la Juve sto cercando di informarmi: ci sono tante figure operative nel calcio, per esempio il ruolo di direttore sportivo lo conosco meno e voglio imparare. Magari però un giorno mi troverete mille miglia lontano dal pallone. Tengo aperte tutte le vie.”
David Puczka ha ricevuto il premio di "Miglior calciatore del mese di gennaio della Serie…
La nota con cui il club bianconero ha voluto informare i propri tifosi sulle modalità…
Le parole di Mattia De Sciglio al Corriere della Sera. L’ex difensore bianconero ha raccontato…
Secondo l’esperto di calciomercato, la Juventus in estate proverà nuovamente a far tornare Kolo Muani…
Jeremie Boga attraverso il suo profilo Instagram, ha annunciato che è pronto per questa nuova…
Le prime parole di Emil Holm da nuovo giocatore della Juventus. Leggiamo le sue dichiarazioni…