“Ramsey in gol, addio Sinisa”, il Bologna denuncia una pagina Facebook

“Ramsey in gol, addio Sinisa”, il Bologna denuncia una pagina Facebook

Sul web sono apparsi insulti al tecnico, il club ha denunciato alla Polizia Postale

di redazionejuvenews

IL BOLOGNA CONTRO IL WEB

TORINO – Il web è un’arma a doppio taglio, permette a tutti di esprimere il proprio pensiero senza limitazioni, questo però non sempre è un bene. In questi giorni sono apparsi molti insulti e auguri di morte nei confronti di Sinisa Mihajlovic. Come annunciato in estate, il tecnico sta lottando contro la leucemia, un brutto male che ogni anno colpisce migliaia di persone e che sta impedendo all’ex difensore di seguire la propria squadra. Questi insulti sono partiti ‘per scherzo’, sulla pagina Facebook “Il calcio ai tempi di whatsapp” in seguito al gol di Aaron Ramsey. Sui social da diversi anni si ironizza sul collegamento tra le reti segnate dal gallese e la tragica scomparsa di un personaggio famoso. Gli utenti hanno scritto messaggi come: “Gol di Ramsey? Addio Sinisa, RIP”, oppure “Il Bologna gioca di venerdì perché temono che Sinisa non arrivi a domenica?”, e tanti altri orribili messaggi. Il Bologna, stanco di questa poca compassione e atteggiamento offensivo e riprovevole, ha deciso di denunciare la pagina alla Polizia Postale. Quest’azione, poi, ha portato alla sua immediata chiusura. Per fortuna tra i commenti erano presenti anche messaggi di protesta verso questa mancanza di tatto. La pagina non è nuova a queste cose in quanto la stessa situazione si è ripetuta nei confronti del compianto Davide Astori o del figlio di Bernardo Corradi che lotta contro una malattia.

LA RISPOSTA DEGLI ADMIN

Gli amministratori della pagina hanno, poi, risposto ai commenti di protesta con: “Le malattie non si combattono come fate voi con minacce e messaggi, bensì con le cure appropriate. Chi è in buona salute ha tutto il diritto di scrivere ciò che vuole, sicuramente questo post non aggraverà la situazione di Sinisa, che tutti ci auguriamo guarisca. Se dovesse guarire certamente non sarà merito delle vostre minacce”.

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