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Palmeri: “In pratica Allegri ha dovuto rendere conto delle sue scelte”

Su Tuttomercatoweb Tancredi Palmeri ha parlato delle situazioni in casa Juve e Inter circa Allegri e Icardi.

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“Icardi e la Juventus, ma in questo caso non con nesso causale, come anticipato su Tuttomercatoweb la settimana scorsa. Le due notizie riguardano il Caso con la c maiuscola tra Icardi e l’Inter; e poi, quello che non è trapelato su Allegri, o quantomeno non nelle sue dimensioni, e che avrebbe tutti i crismi per addirittura fare ombra a ciò che sta succedendo ad Appiano, e sì che ce ne vuole.
Con ordine.Partiamo da Icardi-Inter. Molto è noto, molto altro intravisto, parecchio non compreso, ma ciò che è indiscutibilmente chiaro è che siamo a una posizione di stallo. L’Inter rivuole Icardi in campo, Icardi non transige sull’offesa della fascia di capitano: è un cane che si morde la coda.
Inoltre, Spalletti ha una atteggiamento più aggressivo, Ausilio più inespugnabile, solo Marotta sembra procedere verso una politica conciliatoria, ma non basta. E allora quello che alcuni hanno ipotizzato, è proprio quello che ha chiesto Icardi: vuole incontrare Steven Zhang, esporre a lui le sue ragioni, e sentirsi dire in faccia eventualmente di cosa lo si rimprovera. E eventualmente – ma siamo nelle ipotesi in questo caso – scendere a patti per il resto della stagione. Ma solo con la proprietà.Per questo motivo, la richiesta di Icardi di un incontro diretto con il presidente è diretta e ferma.E attenzione, perché qualcosa si sta smuovendo: Marotta vuole risolvere la situazione, ed è previsto nelle prossime ore – per davvero, non come certi incontri paventati sui media e in verità mai andati in scena – un vertice tra il massimo dirigente e Wanda Nara, e stavolta senza rinvii o silenzi di sorta.
E potrebbe davvero essere l’ultima possibilità.Ma c’è un altro, incredibile, terremoto, che ha scosso la Juventus alla fondamenta. Perché pare che alla fine l’uscita di Marotta abbia avuto delle ripercussioni inimmaginabili.
Che Allegri andrà via a fine stagione a questo punto sembra ineluttabile, quasi ovvio (assurdo se paragonato allo scenario di due settimane fa).Ma ciò che è successo era imprevedibile.Subito dopo la disfatta di Madrid c’è stato un vertice tecnico a quattro: Allegri, Agnelli, Paratici, Nedved.Una riunione in fondo normale dopo una partita simile, in cui si doveva analizzare la partita, ma che è finita per essere una sorta di processo all’allenatore.Non nei toni, quanto nell’atteggiamento: Allegri si è sentito scaricato dalla società, come se avesse perso da solo e non si fosse tutti assieme nella vittoria quanto nella sconfitta.In pratica Allegri più che spiegare, ha dovuto rendere conto delle sue scelte.Un malcontento che è montato dentro l’indole solo apparentemente calma del mister, che dopo giorni di malessere – accoppiati alla valanga di insulti dell’opinione pubblica juventina – ha finito per provocare l’inimmaginabile.
La settimana scorsa Allegri ha comunicato alla società che aveva intenzione di dimettersi, con soluzione immediata!
Uno stato di crisi che ha portato il presidente Agnelli ad annullare le vacanze in Arabia (come riportato dal Corriere dello Sport) e a programmare un summit urgente per farlo recedere.
Una decisione rientrata solo temporaneamente, visto che Allegri non sente più il rapporto di fiducia, e accusa la Juventus di essere cambiata. Come? Proprio con l’uscita di Marotta.E’ vero che l’ex dg svolgeva giorno per giorno i desiderata di Agnelli, però era un tramite continuo ma anche una presenza rassicurante e necessaria. Paratici è il mago indiscusso del mercato, ma non ha la gestione della squadra. Agnelli è il deus ex machina, ma non la presenza vicina e quotidiana.Allegri lamenta di essere stato lasciato da solo, e adesso di essere accusato ingiustamente.Inoltre, gli scontenti in rosa sono sempre più numerosi. I rimbrotti di Cristiano a Napoli sono già clamorosi, ma ci sono alcuni casi pronti a riesplodere: se Bonucci e Alex Sandro hanno un rapporto sempre più freddo, se Douglas Costa ormai è ai margini del progetto, c’è soprattutto Dybala che si sente al punto di non ritorno, e attende solo l’esito con l’Atletico per decidere del suo futuro.Non a caso, girano le voci dei contatti con Conte (sponda Paratici) e Deschamps (sponda Agnelli), anche se Zidane rimane la priorità.Ma il punto è che la Juventus trema alle fondamenta”.

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