Michelangelo Rampulla
TORINO – Domani la Juventus affronterà il Bayer Leverkusen nel match valido per la seconda giornata del girone di Champions League. A parlare della grande gara, in esclusiva per Juvenews.eu, è stato Michelangelo Rampulla, che ha vissuto in prima persona l’ultimo precedente tra le due formazioni.
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Sulla sfida al Bayer Leverkusen: “È un match che va preso con la mentalità giusta. Dal punto di vista fisico non dovrebbero esserci molti problemi. Siamo a fine settembre e la condizione dovrebbe essere già ottimale. Dipenderà molto da come la Juventus affronterà la partita dal punto di vista mentale, ma i giocatori sono già abituati a questo tipo di sfide. Però va detto che incontreranno una squadra in forma, che sta mostrando tutto il suo valore e che, come tutte le gare di Champions League, sarà una partita complicata”.
Da portiere a portiere, sull’alternanza tra Szczesny e Buffon: “Avere dei buoni portieri è fondamentale per una squadra come la Juve. Non credo che ci sia alcun tipo di rivalità, anche perché Gigi ha 41 anni e conosce perfettamente il suo ruolo. Poter contare su due portieri di quel livello è soltanto un vantaggio per la Juventus”.
Sugli alti e bassi della Juventus: “Quando si cambia allenatore e questo cerca di cambiare delle cose c’è sempre da affrontare un periodo di adattamento. Ma più partite giochi e più entri nei meccanismi difensivi e di gioco. Nella fase di transizione ci può stare anche qualche errore, ma credo che tutto si sistemerà”.
Su de Ligt: “Parliamo di un ragazzo giovanissimo, straniero e che viene da un altro calcio. È normale che abbia bisogno di un po’ di tempo per ambientarsi, ma parliamo potenzialmente di un grandissimo campione, il cui valore verrà sicuramente fuori”.
Sul nuovo progetto tecnico di Sarri: “Quando hai grandi giocatori, qualsiasi tipo di allenatore può andare bene. Si parla sempre delle vittorie degli allenatori, ma secondo me a vincere sono i giocatori. Io penso che l’allenatore conti molto, ma che sia come un direttore d’orchestra. Puoi anche essere il miglior direttore del mondo, ma se hai musicisti che non sanno suonare non puoi fare la differenza”.
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