TURIN, ITALY - APRIL 20: Coach Massimiliano Allegri of Juventus celebrates after winning the italian league at the end of the Serie A match between Juventus and ACF Fiorentina on April 20, 2019 in Turin, Italy. (Photo by Giampiero Sposito/Getty Images)
Ai microfoni di Soccermagazine.it Fulvio Collovati, ha parlato tra le altre cose della situazione in casa Juve
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Iniziando da De Rossi dice: "L’hanno gestita male, tutto qua. Io da dirigente un contratto a De Rossi, ma non a gettone, di un anno l’avrei fatto, anche se ha avuto una stagione molto turbolenta per quanto riguarda gli infortuni e il resto. Non mi pare che il centrocampo della Roma spicchi per eccellenza, per cui un giocatore come De Rossi in una rosa di 25 giocatori è utile. Ai miei tempi in una rosa di 15-16 magari uno poteva rifletterci, ma in 25 giocatori ci sta alla grande. Secondo me è stata una situazione paradossale. Quello che noto nel calcio di oggi è che le società non riescono più a dialogare con i calciatori, non capisco. Nel momento in cui decidi di non rinnovargli più il contratto dialoghi, glielo dici, lo chiami 3-4 mesi prima, non è che aspetti fine stagione. Se si deve rimanere a fare la bandiera tanto per rimanere non sono d’accordo. Preferisco sempre un ruolo decisionale, per quello risposi in quel modo lì. Ormai non c’è la tendenza: è successo alla Juve con Del Piero, è successo alla Roma probabilmente con De Rossi, è successo al Milan dove solo adesso hanno fatto rientrare Maldini. I calciatori di questo spessore devono avere un ruolo come ce l’ha Rummenigge nel Bayern Monaco, Sammer. Questi ruoli decisionali, non di immagine. La Juve? La società è forte. Tutto parte dalla società. Se la società è forte l’allenatore prende, se ne va, si trova una soluzione consensuale, sicuramente sanno il fatto loro. Prenderanno un altro all’altezza. Il ciclo della Juve non è assolutamente finito. Non dico che comincia adesso, ma continuerà sicuramente".
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