Continassa, Spalletti cambia tipo di allenamento: meno paura, più calma
Più leggerezza, stessa intensità per ritrovare fiducia
Dopo il pareggio contro il Verona, Luciano Spalletti ha sentito il bisogno di intervenire non solo dal punto di vista tattico, ma soprattutto su quello mentale. Le parole pronunciate lunedì alla Continassa sono state dirette, quasi taglienti: contro Lecce, Fiorentina e Torino non basterà “fare il compitino”, perché il rischio di restare fuori dalla Champions è reale. Il tecnico ha voluto far percepire il pericolo a un gruppo che, in più occasioni durante la stagione, ha pagato cali di concentrazione proprio nei momenti decisivi. Da qui la scelta di cambiare registro a metà settimana. Se nei primi giorni il tono era stato severo, da mercoledì Spalletti ha cercato di alleggerire l’atmosfera. Prima di entrare in campo ha invitato la squadra a guardare il bicchiere mezzo pieno: la Juventus è ancora davanti e ha il destino nelle proprie mani.
Allenamenti diversi per spezzare la tensione
Il cambio si è visto anche sul campo. Più partitelle, più duelli, più sfide a tema. Esercitazioni pensate per stimolare la competitività attraverso il divertimento, mantenendo però altissima l’intensità. Un modo per spostare l’attenzione dall’“elefante nella stanza”, quel quarto posto che ormai tutti visualizzano, ma che rischia di trasformarsi in un peso. L’idea è semplice: lavorare con il sorriso per liberare la testa senza abbassare il livello. La Juventus si avvicina così alla trasferta più delicata della stagione, quella di Lecce, con un clima diverso rispetto a inizio settimana. Non meno concentrazione, ma meno paura. Una differenza sottile, che però può incidere tantissimo in partite dove l’aspetto psicologico vale quanto quello tecnico. D'altronde, nelle 21 partite in cui la Juventus è andata in vantaggio, si è fatta pareggiare solo 3 volte, perdendo però punti fondamentali. Un dato che rispecchia il campionato dei bianconeri: solo Inter, Napoli, Roma e Milan hanno vinto più partite da situazione di vantaggio.
Il ritiro come strumento per fare gruppo
La partenza anticipata per il Salento va nella stessa direzione. Un giorno in più insieme, lontano da Torino, per compattarsi ulteriormente. Spalletti considera prezioso questo tempo: servirà per parlarsi, confrontarsi, ma anche per distrarsi e ritrovare leggerezza. Voleranno tutti, ad eccezione degli infortunati Milik e Cabal, segnale importante di un’infermeria quasi svuotata proprio nel momento cruciale della stagione. Il messaggio è chiaro: la gara di Lecce non sarà decisiva da sola, perché la corsa Champions si giocherà su tre tappe di uguale valore. Ma è la prima, e va affrontata con lo spirito giusto. La Juventus può ancora fare la lepre. E Spalletti sta lavorando perché i suoi giocatori tornino a sentirsi tali.
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