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Sconcerti su Chiesa: “E’ il miglior attaccante europeo”

Sconcerti su Chiesa: “E’ il miglior attaccante europeo”

Il noto giornalista ha parlato

redazionejuvenews

Nella serata di ieri la Juventus ha trovato la sua seconda vittoria consecutiva nel girone di Champions contro i Campioni d'Europa in carica del Chelsea, vincendo per 1-0 grazie alla rete di Federico Chiesa, la quarta consecutiva in Champions da quando veste la maglia della Juve.

Ad analizzare quanto è accaduto sul prato dell'Allianz è stato il noto giornalista Mario Sconcerti, il quale ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni de Il Corriere dello Sport, dove ha parlato anche di Federico Chiesa che a detta sua, è il miglior centroavanti europeo in cicrolazione.

"È stata la partita perfetta della nuova Juve e di una vecchia Italia, calcio di altri tempi, ma calcio vero, di sostanza. Una partita che dice poco sul futuro perché in campionato la Juve non potrebbe mai giocare così, in Italia tocca a lei essere il Chelsea, ma racconta una notte molto particolare in cui è ricominciata l’amicizia tra Allegri e i suoi giocatori, la comprensione comune della nuova dimensione e la disponibilità a seguirla, assecondarla senza infingimenti. In questo gioco di contropiede estremo, da area ad area, con un solo giocatore a trascinare il pallone, Chiesa si è consacrato il più grande attaccante europeo. È certamente incompleto come fa spesso notare Allegri, produce gioco solo per se stesso, ma fa cose che nessuno ormai sa fare. [...] E lui mangia lo spazio, lo divora. Forse di più: lo gestisce, se lo cuce addosso. La partita è stata tutta nei suoi scatti e nell’assenza totale degli scatti del Chelsea, sempre allo stesso passo, con un gioco fotocopiato, senza mai un dribbling o un’idea. Allegri è stato bravo a lasciarsi alle spalle qualunque ambizione sprovveduta, raccontando alla squadra i suoi limiti e dandole il vecchio gioco di chi lancia sassi contro i giganti. Il Chelsea non ci ha capito niente. Ha continuato a pensare che prima o poi avrebbe segnato per superiorità naturale, ma era un equivoco, era in un altro calcio, un’altra epoca. Chissà cosa diranno oggi Mancini e Sacchi, la loro giusta religione del gioco. Ma lo spettacolo della Juve è stato nell’umiltà con cui tutti hanno accettato di farsi piccoli, di guardar giocare gli altri, di sorridere davanti a questa specie di ironia felice che li rendeva orgogliosi di resistere". Intanto, parlando di mercato, occhio ad una nuova pesantissima indiscrezione delle ultime ore: "Allegri lo vuole, ecco il colpaccio di gennaio!" <<<