Pjanic: “Con Allegri mi sento spesso, quando arrivai dalla Roma mi prendeva in giro. Il mio idolo era Salihamidzic”

Pjanic: “Con Allegri mi sento spesso, quando arrivai dalla Roma mi prendeva in giro. Il mio idolo era Salihamidzic”

Le parole del centrocampista bosniaco

di redazionejuvenews

TORINO- Anche in questa stagione, nonostante il cambio di allenatore, Miralem Pjanic sarà un punto fermo della Juventus. Il bosniaco, in attesa di calcare nuovamente il campo dell’Allianz Stadium, ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair, affrontando vari argomenti della sua vita e carriera da calciatore:

“Quando ero piccolo non passava un giorno in cui osservatori venissero ad osservarmi giocare. La mia famiglia è però sempre rimasta umile, non mi ha mai messo idee strambe in testa. Idoli? Gente come Salihamidzic, volevo diventare come lui e far felice la gente del mio paese. Quando ci siamo qualificati ai mondiali ho pianto per la gioia. Guerra? Mio padre sentiva le tensioni e, girando il paese, capì cosa stava per accadere. Ha preso due borse ed è partito per prepararci il terreno. In Lussemburgo si può costruire qualcosa, ci hanno accolti molto bene. Lavorando, e con tanto sudore, si può vivere senza la paura di non mangiare. Islam? Rapporto normale come ogni religione. Prego quando ne sento la necessità. Non mi godo molto la vita, vivo attraverso il calcio e mio figlio Edin. Quando smetterò di giocare mi godrò la vita. Totti e De Rossi? Ho parlato con loro dopo il loro addio alla Roma, faticavano a darsi una spiegazione. Totti non si identificava più con il club e ha voluto tirarsene fuori, mentre quello che è successo a Daniele è un mistero. Quando vedi andare via i più bravi anno dopo anno ti fai due domande. Allegri? Ho un gran rapporto con lui, lo sento spesso. Quando avrà deciso, troverà un grande club pronto ad accoglierlo. Se ci siamo scontrati? Molte volte, è una persona che ti dice quello che pensa in faccia. Quando arrivai dalla Roma mi prese in giro dicendomi che non riuscivo a fare passaggi più lunghi di 5 metri e che, se sono diventato un grande calciatore, lo devo a lui. Ma quando sostiene d’essere stato il più forte centrocampista italiano della storia, a quel punto sono io a ridere”.

 

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