Juve-Brescia 5-4 d.c.r: la Signora è Campionessa d’Italia!

Il racconto di Juve-Brescia, la finale scudetto della Serie A Femminile

di redazionejuvenews
Juve Woman: il Brescia probabilmente non si iscriverà al prossimo campionato, ma due società sono pronte a sfidare la Juve

NOVARA – Che poi i destini è sempre bello deciderli così: in una gara secca, in uno stadio in festa, in novanta minuti che danno sapori diversi alla stagione. La Juve si gioca una fetta clamorosa di presente, e anche un pezzo enorme di futuro: in palio c’è lo scudetto e tutto quello che ne consegue.

E’ una bella serata, a Novara. Il clima è di aperitivo per il Paradiso: entrambe sono certe di essere lì per qualcosa di davvero grosso. E il tempo in campo scorre con il macigno della pressione. Ecco: a guardarla, coach Guarino, lo capireste subito. La sua è una maschera impressionista: questa squadra resta un piccolo miracolo, e l’obiettivo è già raggiunto, ma che sapore avrebbe lo scudetto? Dolce, dolcissimo. Dolce come l’attacco a cinque stelle che dà in pasto al match: dentro Franssi centravanti, Bonansea a sinistra, Glionna a destra e Cernoia da 10 puro. In mezzo: la testardaggine di Galli e il talento di Rosucci. Chiudono Salvai e Gama in mezzo, Hyyrynen e Boattin sugli esterni. Per il Brescia, 3-5-2 classico.

Juve-Brescia, il match

E’ ovviamente un rincorrere momenti. E un continuo cercare di sbloccare il match, poi: del resto, l’ansia si taglia con un filo ultra sottile. Paradossalmente, la Juve sembra più abituata: Salvai ha il primo colpo all’undicesimo, mentre Cernoia va di fallo tattico e si fa ammonire. Ah: il tentativo della centrale, da angolo, finisce parecchio fuori. Ma è una scossa. La prima, e non l’ultima: perché tre minuti dopo si fa vedere subito Bonansea, con un’altra scorribanda sulla sinistra. Non sortisce alcun effetto, così come il colpo di testa di Sabatino dall’altro lato.

Il primo brivido? Non lo porta il vento, ma ancora l’undici bianconero: destro a giro al minuto 26, barba al palo fatta alla perfezione. Poi Rosucci da lontanissimo, e Salvai che chiude qualsiasi buco che Gama – colpevolmente – lascia in mezzo. Si va negli spogliatoi con la certezza, e un po’ la speranza, che qualcosa cambi nella seconda frazione di gioco.

 

Juve-Brescia, la ripresa

E qualcosa cambia, eccome. Che la Juve mica molla: Bonansea parte col botto, e cioè crossa per Glionna che sul secondo palo arriva quel filo in ritardo che le tocca mal sopportare. Giacinti risponde: ma il destro è fuori. Tocca a Franssi: nulla, nonostante il cross di Glionna sia davvero di pregevole fattura. Boom: ancora Bonansea, stavolta di serpentina, però salva tutto Pettenuzzo.

Sta meglio la Juve, che gioca e si diverte. Le Leonesse provano a contenere e a uscire, magari a sfruttare qualche errore: quello di Hyyrynen, ad esempio, che Giacinti non coglie in toto facendosi deviare il tentativo. Passano tre minuti ed è il ventiduesimo: è l’azione più ghiotta della partita, ed è bianconera. Bonansea si libera in area e scarica un destro violento, violentissimo: la traversa ancora vibra su quella preghiera spentasi in malo modo. Un minuto più tardi, Giugliano assapora l’eurogol: per fortuna delle zebrate, non può goderne.

Juve-Brescia, il golpe finale

L’istantanea della partita sta tutta nella corsa a perdifiato di Franssi, che è brava, che salta il mondo, che però non riesce a riposizionare il pallone per un cross degno di questo nome: Marchitelli in uscita bassa anticipa Bonansea, e tutto si risolve in un nulla di fatto. Al 38′ va fuori proprio la finlandese, dentro Sofia Cantore. La prima mossa di un match tiratissimo. A cui serve un episodio per stiracchiarsi e godersi la stagione.

Al quarantesimo, la medicina giusta: Bonansea si libera sulla sinistra e viene atterrata in area. Il pubblico insorge: sembra rigore, c’è il fischio. Ecco: era fuorigioco. Che non c’era, ma fa nulla: il fallo sarebbe stato ugualmente fuori area. Tutto da rifare, insomma. Mentre il tempo scorre inesorabile e non scalfisce la punizione di Cernoia un minuto più tardi, né il destro di Bonansea praticamente a fine partita. Che roba: si va ai supplementari. E il primo tentativo è di Rosucci dal limite: Ceasar, che ha preso il posto di Marchitelli, para agilmente.

Sembra ormai una frase fatta, ma quanto lo meriterebbe la Juve. Quanto. Cernoia sulla sinistra colleziona un’altra occasione persa, nel frattempo il tutto si consegna nei piedi delle calciatrici: saranno i calci di rigore a sancire la vittoria dello scudetto. Come la più thriller delle finali.

Juve-Brescia, i rigori

Bonansea è la prima dal dischetto: il destro è l’immagine della sua partita, un tiro che si spegne tra le mani di Ceasar. Giacinti segna, come Rosucci. Giugliano? Di un soffio alla sinistra di Giuliani: Brescia due volte avanti, fino al destro di Gama che riporta la Juve a meno uno. Daleszczyk dagli undici metri riporta la Juve in paradiso: le mani di Giuliani sono manna. Galli non si fa tradire dall’emozione, né Sikora. A Cernoia il quinto: gol! Tutto nelle mani di Giuliani e nei piedi di Sabatino: pareggio.

Si va a oltranza e Boattin alla Grosso non perdona: l’errore di Di Criscio consegna alla Juventus il titolo di Campione d’Italia.

 

 

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