Allegri: “Non si può paragonare una squadra che vince così tanto a una che non vince nulla”

Il tecnico della Juventus ha parlato dal Training Center di Vinovo per presentare l’ultima partita di campionato contro il Verona

di redazionejuvenews
Ambra Angiolini incinta? Allegri la accompagna in ospedale

TORINO – Massimiliano Allegri ha parlato dal Training Center di Vinovo per presentare l’ultima partita di campionato che la sua Juventus giocherà contro il Verona. Una partita che, nonostante la mancanza di significato per la classifica, sarà l’ultima di Gianluigi Buffon in bianconero e quindi comunque piena di significati e importanza.

BUFFON – “Domani per Gigi e per tutti è una giornata storica perché dopo 17 anni lascia la Juventus e penseremo a festeggiarlo. Poi saprà lui cosa deciderà di fare, ma l’importante è che domani sia una giornata bella, perché bisogna festeggiare Scudetto e Coppa Italia, e dare una degna chiusura ai suoi anni alla Juventus.”

PERMANENZA – “Mai avuto dubbi sul rimanere, settimana prossima ci incontreremo con la società per programmare e per capire come rendere competitiva il prossimo anno la Juventus. Ora dobbiamo prepararci alla festa di domani, dove se riuscissimo a non subire gol saremmo la squadra che per più partite non ha subito gol in tutta la storia dei campionati italiani. Sarebbe un grande traguardo anche per Gigi.”

BUFFON – “É stato un campione dentro e fuori dallo spogliatoio. È stato un piacere vederlo allenarsi e parare, è un campione che ha reso sempre tutto semplice, oltre ad essere il miglior portiere mai esistito.”

CHAMPIONS – “Il prossimo anno i nostri obiettivi saranno tutti quanti. A marzo dobbiamo essere dentro tutto, come è nel DNA di una grande squadra. Non competere per tutti gli obiettivi ti abbassa gli stimoli. Siamo abituati a giocare ogni 3 giorni, lavoriamo per riempire il calendario, è stimolante stare dentro tutti gli obiettivi. Il prossimo anno sarà ancora più difficile, sono cose non irraggiungibili, basta alzare l’asticella e azzerare tutto da quando ripartiremo. I miei 4 anni sono stati uno diverso dall’altro: il primo è stato quello della consapevolezza, perché la squadra è cresciuta in autostima e ha fatto una grande stagione vincendo lo Scudetto, la prima Coppa Italia e arrivando in finale di Champions. Il Secondo anno la tenacia è stata quella che ci ha contraddistinto, cascavamo dal giornale e poi abbiamo fatto una grande rimonta, con 25 vittorie su 26 partite, abbiamo giocato un ottavo di Champions e rivinto la Coppa Italia. Il terzo anno è stato lo Scudetto della costanza, mentre questo è stato quello dell’orgoglio, il più bello. Dobbiamo fare i complimenti al Napoli che ha fatto il record di punti, abbiamo ottenuto un grandissimo risultato questo anno. Credo ci voglia rispetto per noi, chi non ci fa i complimenti non ha rispetto del lavoro che abbiamo fatto per quattro anni e quest’anno, perché non si può mettere in discussione e in paragone una squadra che vince 4 Scudetti, 4 Coppe Italia, fa 2 finali di Champions con una squadra che non ha mai giocato una finale. Questi sono 4 aggettivi, ce ne vorrebbero 7 ma parlo per i miei anni. Ho fatto un po’ di casino, cambiato tante formazioni: il primo anno su 57 partite ne ho cambiate 55, il secondo su 52 abbiamo cambiato 50 formazioni, il terzo su 57 l’abbiamo cambiata 53, quest’anno su 53 ne abbiamo cambiate 52. Questo dimostra che la rosa è importante e che è forte e ha voluto tenere i risultati nei momenti più difficile. Devo per questo ringraziare i giocatori per quello che mi hanno regalato in questi 4 anni.”

GIOCATORI – “Come tutti gli anni ci sono momenti di confronto, ci sono giocatori in uscita com Lichtsteiner e Asamoah, uno ha vinto 7 Scudetti e l’altro 6, hanno dato tanto alla Juventus. È impossibile non ci sia casino durante l’anno negli spogliatoio. Il 9 luglio saremo pronti per fare un’altra annata a livelli importanti, altrimenti è giusto che chiedano di andare via.”

COMPETITIVITÀ – “Per mantenersi competitivi il prossimo anno, con i grandi cambi all’interno della squadra, bisogna mettersi a tavolino e valutare tutte le cose, anche le esigenze dei giocatori. Importante è che la società sia alla base della programmazione, poi alla Juventus arriveranno sempre grandi giocatori, con voglia di sacrificarsi e di lavorare per vincere. Per arrivare a questo ogni giocatore deve avere queste caratteristiche, poi chi ne ha di meno le acquisisce stando qui dentro. Siamo uno degli 8 club più importanti d’Europa, trovare meglio è difficile. Ognuno di noi vuole fare la storia del club, ma tutto passa per la voglia e il sacrificio senza cui non si vince niente. Ora è bello, dal prossimo anno bisogna ripartire da quello che è stato fatto lasciandolo indietro, sapendo di partire uguali a tutti. Dovremmo ripartire da punti diversi il prossimo anno, considerando che per me la media Scudetto sarà più bassa.”

MERITI – “I miei meriti li dovete dire voi, sono solo contento che i ragazzi abbiano vinto con me, che li ho aiutati a togliersi alcuni difetti. Io mi diverto molto, soprattutto nei momenti più difficili, perché in quelli piatti perdo la mia caratteristica migliore, ossia quella di arrangiarsi nei casini. Poi se hai giocatori bravi è più facile che tu vinca, con una società così è tutto più facile. Vincere è sempre qualcosa di straordinario, e la cosa che mi fa sorridere e arrabbiare, ossia il mettere in discussione quello che abbiamo fatto in questi 4 anni, vuol dire non essere obiettivi. Nello sport bisogna solo complimentarsi a chi arriva primo, ma questo fa parte dell’educazione che spesso manca. Domani si scriverà che la Juventus ha vinto lo Scudetto.”

FASTIDI – “Dopo Napoli ero un inadeguato a fare l’allenatore, aveva perso e tutti avevano dato lo Scudetto al Napoli, che aveva un calendario migliore. Ma quella è stata la settimana più bella della stagione, dove i ragazzi e tutto l’ambiente sono stati straordinari, avendo la convinzione che loro avrebbero perso punti, e così è stato.”

HIGUAIN – “È stato determinate nelle due partite decisive, al San Paolo e a Milano dove ci ha dato lo slancio per lo Scudetto. Poi in una grande squadra durante l’anno puoi finire in panchina, è normale quando si ha un attacco del genere, anche per dare stimoli, per riposare, ma questo non vuol dire mettere in discussione Higuain.”

MOMENTI – “Il primo anno, quando abbiamo cambiato sistema di gioco, comandavamo le partite, il secondo anno è stata una prova di forza perché siamo partiti male e forse è stata la Juve meno bella ma più solida. Lo scorso anno la Juve vinceva ma giocavamo male. Ci bastava poco per vincere e quando ho cambiato abbiamo trovato stimoli nuovi. Quest’anno abbiamo giocato bene la prima parte di campionato, poi ho cambiato perché avevamo bisogno di avere più solidità per avere certezza di arrivare in fondo. Ci sono stati momenti della stagione, quando la squadra ha bisogno di certe cose devi dargliele, è inutile spaccarsi la testa contro il muro.”

FUTURO – “Io sono arrivato qui dopo 3 anni dove la squadra aveva vinto 3 Scudetti e dicevano che era chiuso un ciclo. Ogni anno devi trovare stimoli, che un po’ trovi dentro un po’ ti danno da fuori. Vincere aiuta a vincere, ogni anno tutti vogliono batterti, devi alzare l’asticella per arrivare a marzo a essere competitivo in tutte le competizioni.”

PERMANENZA – “Sto bene qui, dobbiamo incontrarci per programmare il futuro. La prima a sapere se io voglio andare via è la società, così è da sempre. Domani ci gustiamo la festa, poi ci incontreremo per pianificare il lavoro del prossimo anno, perché poi vado in vacanza.”

CAMBIAMENTI – “Non so quanto cambierò la Juve, questo lo saprò a seconda dei giocatori che mi arriveranno.”

FORMAZIONE – “Cuadrado e Bernardeschi non ci saranno perché stanno male, giocherà Buffon, Lichtsteiner, tra Rugani, Barzagli e Benatia due, ma meglio tenere fuori Barzagli vista l’età e le serate di questi giorni, Alex Sandro, Marchisio, vediamo tra Sturaro e Pjanic, Khedira e Matuidi devo vederli ancora, davanti dovrebbero giocare Dybala, Douglas Costa e Higuain, con Mario fuori. Siamo 13 in tutto quindi le scelte sono quasi obbligate. Khedira ha un problema al polpaccio, Matutidi lo faccio riposare. Asamoah e Bentancur in panchina. Pinsoglio lo metteremo dentro alla fine.”

STILE JUVE – “Sono molto cresciuta in questi anni, la Juve, mi ha dato molto, perché un grande club trasmette sempre tanto.”

GIOCATE – “A Londra eravamo attenti su ogni situazione, quella partita la voglia con cui giochi e fai le partite hanno fatto si che gli episodi girassero a nostro favore.

JUVENTUS – “Io ho sempre da guadagnare, perché ogni anno vincere qualcosa mi fa guadagnare sempre. Bisogna rovesciare le cose, come dopo Napoli che noi abbiamo lavorato sapendo che avrebbero perso un colpo.”

 

 

TI POSSONO INTERESSARE ANCHE:

MI7H: L’IMPRESA DELLA JUVENTUS

LO SCUDETTO DEI RECORD

 

SEGUICI SU: Facebook / Twitter / Instagram

Juvenews.eu

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy