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Venezia, Molinaro: “Contro la Juve sarà una partita complicata”

VENICE, ITALY - OCTOBER 26: Cristian Molinaro of Venezia competes for the ball with Federico Bonazzoli of Salernitana during the Serie A match between Venezia FC and US Salernitana at Stadio Pier Luigi Penzo on October 26, 2021 in Venice, Italy. (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Intervenuto in conferenza stampa il difensore della Venezia Molinaro ha parlato della Juve, prossima avversaria in campionato e sua ex squadra

redazionejuvenews

Dopo la brutta sconfitta contro il Verona, il Venezia è pronto a rialzare la testa. La prossima avversaria degli arancioneroverdi sarà la Juventus di Massimiliano Allegri. Intervenuto in conferenza stampa, il difensore del VeneziaMolinaro ha parlato della partita contro i bianconeri: "Inutile dire che con la Juventus sarà una partita complicata, sono partite che, è banale dirlo, si preparano da sole. Il mister sicuramente ci preparerà al meglio perché è importante per noi aver l'input in vista di quello che può riservarci la gara".

Molinaro in passato ha giocato proprio alla Juventus. Al tempo l'allenatore bianconero era Ranieri, che decise di spostare Chiellini al centro della difesa per lasciare spazio al giocatore del Venezia sulla fasce: "Ranieri fece questo cambio tattico che a me aprì la strada per giocare due anni con continuità, mentre Giorgio aveva già dimostrato quello che valeva con Capello sulla fascia e poi è diventato uno dei difensori più forti del mondo giocando centralmente. Inizio di stagione sottotono? La fase di adattamento ci può stare dopo aver vinto per nove anni di fila coppe e scudetti. Proprio nelle difficoltà però viene fuori la loro mentalità del non mollare mai. E forse è più pericolosa ora di quanto non lo fosse quando era dieci punti sopra la seconda in classifica".

Sul suo periodo alla Juve ha poi aggiunto: "La cosa che saltava subito all'occhio era la mentalità, dovevamo scendere in campo per essere dominanti, era un lavoro settimanale maniacale, soprattutto dai giocatori più importanti per un'ora e mezza vedevi un lavoro a ritmi impressionanti, sempre con la voglia di vincere. C'era una determinazione feroce nel voler dominare qualunque momento dell'allenamento per poi trasferire la cosa in partita. Ranieri aveva già esperienze ad alti livelli quindi per lui era stato abbastanza semplice seguire quella mentalità. Devo anch'io tanto a lui, mi ha dato la possibilità di giocare e crescere, correggendo certe mie lacune dovute alla giovane età e conoscete bene lo spessore della persona".