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Tra 9 mesi Chiesa tornerà il giocatore che conosciamo

Federico Chiesa

Il professor Zanon ha parlato a La Gazzetta dello Sport

redazionejuvenews

Giacomo Zanon, consulente ortopedico esterno dell’Atalanta, ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport svelando i tempi di recupero affinché Federico Chiesa torni presto in forma: "La ricostruzione del crociato anteriore viene fatta in artroscopia, tecnica mini invasiva, posizionando nel ginocchio un nuovo legamento, che nel calciatore viene generalmente prelevato dal terzo centrale del tendine rotuleo. E’ un intervento di routine che dura un’ora circa. La tecnica chirurgica è standardizzata, utilizzata quotidianamente in chirurgia del ginocchio.

Nel calcio professionistico la scelta del trapianto ricade quasi sempre nel tendine rotuleo perché può parzialmente accelerare la riabilitazione: dopo un paio di mesi l’integrazione è completa e dà una sensazione di buona stabilità al giocatore. Quanto tempo per rivederlo in campo? Sei mesi sono il minimo sindacale, poi ce ne vogliono altri tre perché torni il giocatore di prima. Nove mesi è un periodo congruo per essere lo stesso calciatore pre infortunio. Affrettare il rientro in campo può essere controproducente. Per il Mondiale in Qatar potrebbe farcela? Direi di sì.

Se tutto filerà liscio, a luglio farà la preparazione con la Juve e tra 10 mesi può essere a un buon livello. Un vecchio studio fatto in collaborazione con l’Uefa dimostrò che più lungo è il percorso riabilitativo tanto è migliore il risultato. Accelerare la riabilitazione non porta lontano per due motivi: la possibilità di recidive di lesione legamentosa e la necessità di ricostruire la muscolatura, per cui ci vogliono 2-3 mesi, anche per prevenire altri infortuni. Quali sono i rischi maggiori? C’è una predisposizione alla lesione del crociato contro laterale, bisogna stare attenti alle tendiniti e alle lesioni di sovraccarico. E’ frequente che al rientro si possa incorrere in lesioni muscolari, per questo è necessario un attento lavoro di prevenzione. E poi per tutti subentra la paura: il rientro in campo deve essere graduale".