Soulè cuore d’oro: “Mi ha ospitato otto mesi, è come un fratello”

L'amico d'infanzia del giocatore bianconero ha parlato del rapporto con il talento argentino dentro e fuori dal campo
Matias Soule

La Juventus sta preparando alla Continassa la partita di domenica contro il Monza, prima gara del girone di ritorno del campionato di Serie A. I bianconeri, dopo la penalizzazione della Corte Federale, sono a 23 punti in classifica e, in attesa del Collegio di Garanzia dello Sport, sono chiamati ad una grande rimonta per arrivare in Champions League. Protagonista di questa prima parte di stagione bianconera è stato anche il giovane argentino Matias Soulè, talento delle giovanili arrivato in prima squadra.

Il giocatore del Settimo ed amico d’infanzia del calciatore Juan Martin Ghia, ha parlato intervistato dai microfoni de La Stampa, del rapporto con il giocatore: “Con Matias ci siamo conosciuti nel settore giovanile del Velez Sarfield: lui aveva 12 anni, io 13. Abbiamo condiviso un appartamento per diverse stagioni, andavamo insieme a scuola e frequentavano lo stesso istituto. Non conto neppure le ore che abbiamo giocato insieme ai videogame, senza contare le partitelle a pallone. Per me è come un fratello, anche perché l’anno scorso è stato lui che ha voluto che venissi in Italia.”

Ha sempre avuto fiducia in me e mi ha spinto a migliorarmi in continuazione. Quando sono arrivato mi ha ospitato per otto mesi, poi mi sono trasferito a Settimo ma il legame non si è interrotto. Lo sento ogni settimana. Domenica sera ero allo Stadium e quando può lui viene a vedermi giocare a Settimo. Quando ci incontriamo è una festa.” Ma attenzione alle novità dell’ultim’ora: evoluzioni importanti sul fronte societario, spunta una nuova “carta segreta”<<<