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Sacchi: “La Juve deve ritrovare spirito di sacrificio e di gruppo”

Arrigo Sacchi
L'ex allenatore ha parlato dicendo la sua sul mercato delle squadre di Serie A e su come si sta muovendo la Juventus per migliorare la squadra

redazionejuvenews

L'ex allenatore ArrigoSacchi ha parlato intervistato dai microfoni de La Gazzetta dello Sport, ai quali ha parlato del prossimo campionato e delle mosse di mercato della Juventus: "La favorita per il prossimo anno direi sia l’Inter. Rosa ampia, tanta esperienza e giocatori di qualità. In attacco hanno un potenziale incredibile. Visto che per adesso Sanchez è ancora nel gruppo, ci sono cinque punte: il cileno, Correa, Dzeko, Lautaro e Lukaku. E poi i nerazzurri hanno acquistato Mkhitaryan, un elemento interessante. Hanno due uomini per ruolo e in questo modo possono ovviare a eventuali infortuni o cali di rendimento. Spero che Simone Inzaghi, che è migliorato tantissimo, prenda sempre più coraggio e capisca che non serve un uomo in più in difesa a gioco fermo. Nel calcio moderno il movimento e la velocità sono fondamentali".

"La Juventus di solito non sbaglia due campionati di fila, dunque dovrebbe stupire in positivo. L’importante è che i bianconeri ritrovino quello spirito di gruppo e quella volontà di sacrificarsi che, probabilmente, nell’ultima stagione si erano un po’ persi. Però anche in questo caso ci sono degli interrogativi cui dare risposta. Come sarà Pogba? Avrà la stessa determinazione di prima? Come s’inquadrerà Di Maria? E se va via De Ligt, che per me è un ottimo difensore, come verrà sostituito? Inoltre, e questa è la domanda delle domande, la Juve saprà giocare in undici oppure giocherà in undici soltanto in fase difensiva?"

"Il Milan è migliorato lavorando sul collettivo. Se Inter e Juve possono avere qualche limite, questo è nel gioco di squadra. Il Milan, invece, deve essere superiore sul piano del gioco, non avendo le individualità delle rivali. Servirà che attui un buon pressing, dovrà allenarsi molto sul possesso-palla, i giocatori dovranno puntare moltissimo sugli attacchi negli spazi. E, cosa da non dimenticare mai, il Milan dovrà essere una squadra corta e compatta: così aumentano la sinergia, la collaborazione e si può arrivare all’interiorizzazione del gioco. I frequenti movimenti e gli interscambi dei ruoli risulteranno decisivi nella costruzione della manovra".