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Lady Rugani: “Daniele alla Juve non è secondo a nessuno”

Daniele Rugani

La compagna di Rugani ha parlato

redazionejuvenews

Michela Persico, compagna di Daniele Rugani, ha parlato ai microfoni del Corriere di Torino circa la stagione del compagno alla Juventus: "Non rinneghiamo Cagliari e Rennes. Quella in Francia è stata un’esperienza che ci ha fatto crescere, soprattutto me che, dopo un po’ di paura e qualche difficoltà (avevo partorito da meno di un mese) iniziai a vivere la città, i mercati, i sapori, le passeggiate, i nuovi amici. Tornare in Italia è stato importante, anche per il mio lavoro, ma ero un po’ triste nel lasciare la Francia.

Io però non interferisco mai sulle sue scelte lavorative, come non voglio che lui interferisca sulle mie. La Juve? Lui non è secondo a nessuno, le gerarchie cambiano in base agli andamenti di partite, allenamenti e della vita stessa. Si allena tantissimo come se dovesse essere titolare ad ogni partita, i dati dicono che viene impiegato poco ma tutto può cambiare dall’oggi al domani anche e soprattutto nel calcio. Ma in casa parliamo d’altro, lui è super sereno e lo sono anche io.

Critiche a nostro figlio? Ci sono ancora giudizi ignoranti verso i bambini, creature sacre e da proteggere. Abbiamo provato grande dispiacere, ma sapevamo che sarebbe potuto succedere. Però lui il nostro orgoglio e preferiamo fotografarlo noi, visto che tanto lo farebbero altri. Più influencer o giornalista? Assolutamente giornalista. No che io abbia qualcosa contro le influencer, condurrò anche una trasmissione su 7Gold “Influencer di stagione”, un gioco dinamico. Quello, però, è un altro lavoro. Io di tanto in tanto, per arrotondare, sfrutto i miei numeri sui social, ma non mi fa piacere essere definita influencer. Dopo le mie dimissioni da Sport Mediaset Rugani sperava che avrei smesso. È capitato che per lui io abbia rinunciato a dei lavori, ma l’ho fatto per l’equilibrio familiare. Per la mia carriera lui è stato per certi versi un plus, per altri, invece, le priorità erano cambiate perché non potevo fare tutto quello che avrei voluto".