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Dall’America: Juve, Real e Barca pronte a rilanciare la Superlega

Andrea Agnelli

I tre club dissidenti ancora dentro al nuovo progetto sarebbero intenzionate a dare nuova vita alla Superlega e lo dovrebbero fare a breve stando a quanto riportano oltreoceano

redazionejuvenews

La Juventus si è ritrovata alla Continassa per iniziare a preparare la seconda parte di stagione, con i bianconeri che apriranno un gennaio molto impegnativo contro il Napoli, che arriverà ospite tra le mura dell'Allianz Stadium il 6 gennaio, a cui seguirà la partita contro la Roma e la finale di Supercoppa Italiana contro l'Inter, in programma a San Siro. Un inizio mese a cui seguiranno le partite contro Udinese, Sampdoria in Coppa Italia, e Milan, con gennaio che dirà molto di quello che la Juventus potrà aspettarsi dal resto della stagione.

Oltre al campo, i bianconeri stanno lavorando anche sul mercato, ma anche su questioni extracalcistiche, che potrebbero tornare in auge dopo essere state accantonate per un po': stando a quanto sostiene il Financial Times infatti, la Superlega non sarebbe morta, anzi sarebbe più viva che mai e potrebbe rialzare la testa nel 2022: Real Madrid, Barcellona e Juventus, le società superstiti del gruppo che non hanno fatto marcia indietro dopo le minacce dell’Uefa, sarebbero infatti pronte a ridare nuova vita al progetto. Stando a quanto riferito dal quotidiano economico-finanziario, la Superlega esisterebbe ancora e i tre club, insieme ai loro presidenti, starebbero programmando un rilancio della competizione per questo nuovo anno.

Dopo le critiche e i dubbi ricevuti sull'impianto che era stato dato alla competizione, l'idea dei tre club sarebbe quella di ripensare la manifestazione dal punto di vista legale e organizzativo. Dal punto di vista legale per evitare azioni da parte degli organismi a capo del calcio, e da quello organizzativo per rendere il torneo più appetibile per i tifosi e agli sponsor, con gli stessi supporter che dovranno giocare un ruolo fondamentale nell'appoggiare il nuovo progetto, così come era successo in estate, quando la retromarcia di molti club è stata dovuta proprio ai tifosi, scesi in massa a protestare contro la proposta.