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Leonardo Bonucci si racconta: da Ronaldo a Conte, fino a… Pep Guardiola

Leonardo Bonucci

In un'intervista a The Athletic, Bonucci ha raccontato alcuni aneddoti sulla sua carriera: da Ronaldo alla Juventus fino a Guardiola e Conte

redazionejuvenews

Leonardo Bonucci è da anni uno dei leader della difesa della Juventus (escluso il breve periodo al Milan, ovviamente), muro difensivo bianconero insieme a Giorgio Chiellini. Oggi, in un'intervista al giornale inglese The Athletic, il centrale italiano ha però raccontato un interessante aneddoto su un suo trasferimento saltato: “Avevo questo sogno di essere allenato da Pep Guardiola. Il momento in cui ci siamo avvicinati di più è stato nel 2016. In quell'anno ero vicinissimo al City. Avevamo fatto praticamente tutto poi, però la Juventus ha deciso di non vendermi. L’anno scorso ho parlato di nuovo con Pep. Mi voleva, ma gli ho detto: ‘La Juventus è casa mia. Qui sono felice, mi sento a casa’. Volevo recuperare il terreno perso andando al Milan per una stagione. Tornare a essere un simbolo della Juventus è la cosa più emozionante che potessi fare”.

Bonucci ha poi speso due parole sull'ormai ex Cristiano Ronaldo: La presenza di Cristiano ha avuto una grande influenza su di noi. Solamente allenarsi con lui ci ha dato qualcosa in più, ma inconsciamente i giocatori hanno iniziato a pensare che la sua presenza da sola bastasse per vincere ogni partita. Abbiamo cominciato a mancare un po’ nel lavoro quotidiano, nell’umiltà, nel sacrificio, nella voglia di esserci giorno dopo giorno per il tuo compagno di squadra. E' subentrata un po' di pigrizia, penso che lo si vedesse. Forse era scontato che se davamo la palla a lui ci avrebbe fatto vincere la partita”.

Chiosa finale su Antonio Conte, l'allenatore ad aver svoltato la carriera del difensore italiano: Antonio Conte è stato un allenatore davvero importante per me. Ha cambiato la mia carriera grazie alla mentalità che mi ha dato e le conoscenze calcistiche che mi ha trasmesso. Da allora ho cercato di prendere qualcosa da ogni allenatore con cui ho lavorato”.