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Juve, Fagioli: “Scommettevo per noia, sto facendo di tutto per uscirne”

Nicolo Fagioli
Intervenuto all'evento "Lo sport non è azzardo" a Condove il centrocampista della Juve Nicolò Fagioli è tornato a parlare delle scommesse
Roberto Maccarone Redattore 

Intervenuto all'evento "Lo sport non è azzardo" a Condove il centrocampista della Juve Nicolò Fagioli è tornato a parlare delle scommesse: "Non dico ancora di esserne già uscito, sicuramente è stato un periodo molto difficile e il percorso non si conclude in cinque mesi. Ma sicuramente sto facendo in modo di uscirne definitivamente".

"Sto bene, sono felice di essere qua: dico ai giovani di non cominciare neanche a scommettere e di coltivare i loro sogni - ha continuato -. Un anno fa è stato il periodo più difficile perché avevo problemi causati dal gioco. In quei casi diventa complesso gestire tutto da solo e a quel punto ho capito che dovevo chiedere aiuto. Cosa mi spingeva a mettere tanto denaro nel gioco? Forse avevo tanto tempo libero, la noia mi portava a giocare. Penso sia stata questa la principale causa: è cominciata così, ma dopo tempo è diventata una malattia”.

I miei compagni di squadra mi hanno aiutato molto nel periodo più duro della mia vita. A chi sono più legato? A Vlahovic, Gatti e Chiesa. Il 19 maggio finisce la squalifica, il 26 maggio col Monza spero di tornare a giocare. Il gioco d’azzardo influiva negativamente sulla mia attività lavorativa? Penso di sì perché non mi allenavo al 100%, e dunque in partita non davo tutto quello che potrò dare più avanti dal mio rientro”, ha concluso.

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