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Pioli, Allegri, la Juve: Brio e la sfida di domenica sera

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L'ex difensore della Juventus ha presentato la partita tra i bianconeri e il Milan in programma domenica sera a San Siro e valevole per il campionato di Serie A

redazionejuvenews

L'ex giocatore della Juventus Sergio Brio, ha condiviso la maglia bianconera con Stefano Pioli, che domenica sera sfiderà i bianconeri a San Siro con il suo Milan. Brio ha presentato la sfida intervistato dai microfoni de La Gazzetta dello Sport, ai quali ha ricordato anche i mesi passati con l'allenatore del Milan in squadra.

La vera svolta in panchina per Pioli è arrivata al Milan, dove è diventato uno di quegli allenatori che lottano per lo scudetto.

“È un ragazzo fantastico e si merita questa carriera. Fra le cose che apprezzo di più in lui c’è il fair play, il modo in cui gestisce le sconfitte. Un esempio per tutti i suoi giocatori. Nei dopo gara vedo allenatori con la faccia stravolta dalla rabbia, Stefano invece è fantastico. Da calciatore ha fatto meno di quello che avrebbe potuto. Quando arrivò alla Juve era un ragazzino e aveva davanti tanti campioni, ma ora la carriera da tecnico lo sta ripagando. Insomma, ha stravolto positivamente il Milan, gli ha dato un’identità forte e ha conquistato i tifosi con la serietà e la serenità”.

Fermo restando che Allegri ha un contratto e non è in discussione, lei Pioli lo vedrebbe potenzialmente sulla panchina della Juve?

Come profilo futuribile senz’altro sì. Conosce l’ambiente e sarebbe un gradito ritorno. In generale, lo vedo pronto per tutte le grandi panchine”.

Più bravo da calciatore o da allenatore?

“In campo aveva senz’altro più tecnica che cattiveria, e a quei tempi avere un difensore tecnico in rosa non era una cosa così comune come adesso. Ora è un uomo saggio che ha fatto un grande salto di qualità. In questo Milan il vero top player è lui. Bravo a gestire Ibra e bravo anche a gestire… la società. Quella di Elliott non è una proprietà ‘normale’, e occorre sapersi relazionare in un certo modo”.

La Juve non sta partecipando alla corsa Scudetto. E sul banco degli imputati c’è finito anche Allegri ovviamente.

“I problemi maggiori sono a centrocampo, e poi manca una prima punta di ruolo. Morata a me piace, ma è una seconda punta. In mezzo non puoi fare a meno di Locatelli, Bentancur e McKennie. Si dà la colpa ad Allegri per come fa giocare la squadra, ma lui gioca di rimessa perché sa di non poter fare diversamente. La Juve deve disporsi chiusa e ripartire, non è in grado di fare gioco comandandolo”.

Quindi le critiche al tecnico sarebbero ingiuste?

“Sta facendo ciò che può col materiale che ha, adattandosi alla rosa. E, diciamoci la verità, non è un materiale di così alto livello. La rosa si è impoverita a livello tecnico e poi ci sono troppi doppioni. Fra Milan e Juve non c’è dubbio che fin qui il gioco migliore lo abbiano espresso i rossoneri”.

La difesa bianconera però si è riassestata.

“È vero, hanno trovato la quadratura, ma occhio alla carta d’identità… Comunque non capisco la cessione di Demiral e il motivo per cui abbiano lasciato andare Romero”.

Rugani ha scalato le gerarchie e ora sta facendo bene.

“Vero. Però dirò alla Juve di mandarmelo una settimana, così gli do un po’ di cattiveria… Mi bastano sette giorni”.

Quanto sarà bella la sfida Hernandez-Cuadrado?

“La più bella della partita. Cuadrado è il più forte che ha la Juve e a volte me lo vedo giocare terzino... È devastante, ma va messo nel posto giusto. A volte Allegri proprio non lo capisco”.

La Juve si è rimessa in carreggiata, ma entrare fra le prime quattro non è uno scherzo.

“È lì, grazie a una grande rimonta. Però non è facile, davanti viaggiano tutte a mille. Io sulla Juve ci punto sempre a prescindere, ma quest’anno serve uno sforzo in più. Iniziando a migliorare come aggressività e concentrazione. Tra l’altro delle prime quattro al momento non saprei chi togliere per fare spazio ai bianconeri. Forse il Napoli, ma stiamo parlando di una squadra che ha la miglior difesa del campionato”.

C’è una favorita domenica sera?

“No perché, per motivi diversi, hanno entrambe un bisogno vitale di vincere”.