Bonucci: “Ronaldo capace di tutto. Conte è fondamentale. La mia esultanza invece…

Leonardo Bonucci si racconta

di redazionejuvenews

Il difensore della Juventus Leonardo Bonucci è stato protagonista di“A raccontare comincia tu”,di Raffaella Carrà

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Confessa il suo passato da centrocampista: "Il centrocampista deve avere i piedi buoni, mi sono portato questa dote qualche metro più indietro e ci sta aiutando. Il mio sogno è sempre stato quello di diventare un icona del calcio. Milan? Ogni viaggio finisce con un ritorno a casa.A Torino sto benissimo, è una città a misura d'uomo. Siamo fortunati, facciamo il lavoro che ti piace in una città bellissima. Possiamo uscire senza problemi, anche con i bambini. Forse con Cristiano è un po' più popolata, ma possiamo goderci un po' di libertà. Soprattutto la zona del centro è molto bella, ci troviamo benissimo". Poi sui figli: "Lorenzo è del Torino, gioca anche con il Torino. Mi ha chiesto la maglia del Torino col numero di Pogba, ma questo non si poteva fare… Ci siamo visti il derby io e Matteo con la maglia della Juve e lui con quella del Torino. È andato a scuola con tanti bambini del Torino, forse anche per questo è granata". Sulle polemiche social: "Col mio passaggio Juve-Milan-Juve ne ho lette tante di cose, sicuramente fa paura quando vedi cose scritte da ragazzini di 13-14 anni, poi c'è anche gente più grande. Sicuramente ci chiediamo cosa aspetta i nostri figli quando usciranno da casa, quando andranno fuori. Ronaldo? Ho avuto la fortuna e il piacere di allenarmi con Ronaldo, lui è davvero difficile da marcare e da capire. Lui è capace di fare qualunque cosa con qualunque pallone abbia a disposizione. Passaggio al MIlan? " Noi venivamo dall'esperienza di Matteo, è stato un anno intenso e ho vissuto delle cose contro di me. Non ne potevo più e sentivo che mancava qualcosa. Poi col passare del tempo ho capito che in quel momento la mia lucidità non era al 100%. L'anno al Milan mi ha fatto crescere, poi ho avuto la fortuna di potere tornare. Matteo aveva due anni, eravamo in vacanza e lui era in pericolo di vita vero. Siamo rientrati a Torino e ci hanno detto che non si poteva aspettare. La mia esultanza? Era una cosa che facevo con i miei amici. È esclusivamente un gioco che faccio con loro, lo faccio da quando sono arrivato alla Juventus. Tutti l'hanno presa sempre come un'offesa, ma non lo è. È un gioco e una scommessa, quando passai dal Bari alla Juventus i miei amici mi dissero che non avrei avuto il coraggio di esultare così. Poi ai bambini piace, perché dovrei cambiare? Allegri? Ci sono quasi sempre delle correzioni tattiche che poi ci permettono di andare più forte, poi ci sono stati dei momenti in cui è volata la lavagna. Conte? È stato fondamentale per la mia crescita e per diventare un giocatore internazionale, mi ha dato un modo nuovo di interpretare la partita. Ho avuto la fortuna che nella Viterbese ho avuto un allenatore che mi ha cambiato di ruolo convincendomi del perché e quella è stata la mia fortuna. Il mio numero? Ho un mental coach che ha studiato la numerologia e ha detto che il numero per me era il 37 o il 19, il 19 è anche il giorno di nascita di Martina. Poi anche le date di nascita dei miei figli sommando le cifre fanno tutte 19. Ho ancora qualche anno da calciatore, poi devo studiare. Ci sono ancora parecchi anni".

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