Biasin: ” Attorno a CR7 si proverà a costruire un impianto meno traballante”

Biasin: ” Attorno a CR7 si proverà a costruire un impianto meno traballante”

Biasin parla della Juve che verrà

di redazionejuvenews

Fabrizio Biasin sulle colonne di Libero parla di serie A alla luce della vittoria bianconera

 

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Ciao. La festa è finita e si torna a lavorare. Anzi no, molti fanno il megaponte fino all’1 maggio, alcuni fino al 2 giugno, altri non tornano proprio. C’è anche chi dice “Juve, occhi su Joao Felix, c’è l’ok di Ronaldo”. Ah beh, allora siamo tranquilli. Comunque, la verità è che siamo tutti appesantiti dai banchetti pasquali e un po’ nervosi, soprattutto noi che non possiamo permetterci il megaponte siamo travolti da megascazzo. E allora scriviamo cose a caso. Bene, parliamo di Juve e della tendenza all’esaltazione/massacro, a seconda di come vanno le cose. La Juve è uscita dalla Champions e allora “si proceda con il massacro”. All’indomani della sconfitta altrui, siam tutti professori. “Io l’avevo detto che l’Ajax è un bello squadrone”, “io lo sapevo”, “io, io, io”. Ma in realtà cerchi tracce scritte e tutti (o quasi) avevano puntato sul passaggio di turno della Juve perché “gli olandesi son bravini ma la Juve è la Juve”. Poi la Juve ha perso e l’esaltazione del pragmatismo allegriano si è trasformata in “esaltazione del bel gioco” senza il quale non si va da nessuna parte. Come sempre vale tutto e il suo contrario.
Noialtri non sappiamo quale sia la verità – in passato hanno trionfato squadre con mediocre spettacolarità – ma sappiamo due cose: 1) L’Ajax ha strameritato il passaggio alle semifinali di Champions perché esportatrice di un calcio che non è solo “bello” ma è soprattutto “nuovo”; una sorta di tiki taka guardiolesco ed efficace. 2) Il culo (inteso come fortuna) è sempre la componente più importante. E “culo” significa affrontare avversari, per dire, con forma peggiore della tua.
Ma andiamo al sodo: sapete come ci immaginiamo la Juve 2019-2020? Uguale a questa, non tanto negli uomini, quanto nell’atteggiamento. La conferma di Allegri, a meno che non sia “di facciata”, ci porta a credere che anche l’anno prossimo si punterà più sulla concretezza che sulla bellezza. Ci sarà ancora Ronaldo, attorno a lui si proverà a costruire un impianto meno traballante. Già, perché il dato di fatto è che la squadra che molti di noi avevano definito semi-perfetta settimana scorsa è scesa in campo con una difesa imperfetta (Benatia è stato colpevolmente lasciato partire a gennaio e con De Sciglio e Rugani titolari non si va lontano), un centrocampo con poche idee (Pjanic non è Pirlo. Anzi, nessuno è Pirlo), un attacco che dispone di uno dei due giocatori più forti al mondo e che però ha bisogno di un “complemento” alla Benzema: Mandzukic è quel complemento, ma ha acciacchi a volontà, Dybala invece non lo è.
Ecco, la Juve ben presto deciderà se Kean può essere “quel” giocatore o se è il caso di puntare su attaccanti più pronti; a centrocampo ha già preso Ramsey e non è poco; per la difesa, invece, dovrà trovare alternative a Chielllini, che è ancora uno dei migliori interpreti del mondo e proprio per questo quando manca lascia un vuoto devastante. E Chiesa? Costa assai, ma piace eccome. Ma piace anche a mia sorella e difficilmente giocherà a casa sua. Diciamo che, Bayern escluso, i bianconeri sono in posizione di vantaggio su tutti nella corsa al talentone.
A mescolare gli ingredienti ancora lui, Max Allegri, che non piaceva a molti tifosi bianconeri prima di Juve-Ajax e figuratevi se può piacere adesso. Le folle e i commentatori spingono per il cambiamento, ma “cambiamento” non è sempre sinonimo di “miglioramento”. Ecco, la Juve ci riproverà e lo farà con la stessa filosofia degli ultimi anni: anche se ora pare una sciagura, non è detto che sia la scelta sbagliata”.

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