Allegri: “Il brutto gioco? Se serve per vincere, lo faccio. Il calcio è libertà, non tattica “

Le parole del tecnico bianconero a fine partita: “Il calcio è cambiato, adesso farei pagare il biglietto solo per gli ultimi 15 minuti”

di redazionejuvenews

TORINO – All’Olimpico di Roma, la Juventus pareggia 0-0 con i giallorossi e si aggiudicano il trentaquattresimo scudetto, il settimo di fila; a fine partita il tecnico Massimiliano Allegri ha parlato ai microfoni di Sky: “Ho una squadra importante con dei calciatori molto bravi, una società che ha sostenuto me e i ragazzi anche nei momenti difficili, questo ha fatto la differenza. Dobbiamo fare i complimenti al Napoli, hanno fatto una stagione straordinaria, ci hanno dato molto filo da torcere. La vittoria con l’Inter? Tutto merito del cuore. Il calcio è cambiato da quando hanno vietato il retropassaggio al portiere, . Lichtsteiner? E’ un grande giocatore, uno dei pochi che hanno vinto i 7 titoli. Il mio lavoro? Ogni anno è diverso dagli altri, durante la stagione ho dovuto prendere delle decisioni pericolose, ho dato loro più responsabilità e hanno risposto alla grande facendo un finale di stagione straordinario. L’essere messi sempre in discussione è ciò che serve per mantenere alto il livello. Gioco poco scintillante? Il giocar bene e il giocar male è relativo. Siamo il miglior attacco e la miglior difesa, a volte non riesco a far capire che si sta spostando il calcio troppo sulla tattica. Il calcio è estro, libertà, fantasia, giocar bene o giocar male cambia sempre; se c’è bisogno di giocare male per vincere, lo faccio, il pubblico lo diverto con la vittoria. Non si può ridurre il successo solo allo stile di gioco, l’importante è il risultato. Il calcio è cambiato da quando è stato abolito il retropassaggio, prima gli ultimi 10 minuti erano innocui, adesso farei pagare il biglietto solo per gli ultimi 15 minuti. Quest’anno siamo partiti giocando male, poi abbiamo cambiato il modo di giocare, inserendo un centrocampista in più e togliendo un attaccante,  e siamo riusciti a raddrizzare le cose. La monotonia non mi piace, non si può iniziare e finire con la stessa idea di gioco, se c’è bisogno di cambiare, cambio senza problemi”.

 

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