Sconcerti: “Non spettava alle società parlare di salute pubblica”

Sconcerti: “Non spettava alle società parlare di salute pubblica”

Il noto giornalista ha rilasciato delle dichiarazioni

di redazionejuvenews
Sconcerti

TORINO – Il noto giornalista Mario Sconcerti, ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni de Il Corriere della Sera, dove ha parlato della situazione di Coronavirus in Italia.

“Si parlava di atti di forza di Andrea Agnelli per avere il pubblico con l’Inter, le società si dividevano su tutto senza nemmeno capire che non spettava a loro parlare di salute pubblica. Oggi nessuno accetterebbe nemmeno l’idea di entrare in uno stadio pieno. Il cambiamento di coscienza è stato enorme. Non so se sia un progresso, certamente è un’evidenza. Nelle tante parole dei giorni scorsi c’eravamo soprattutto dimenticati i giocatori. Siamo culturalmente abituati a non considerarli in questi contesti. La catena dell’impossibile è interrotta. Il virus è democratico, questa è la novità del tempo. E non conta lo sport che fai, se giochi a basket o scali una montagna in bici. Siamo tutti uguali, viviamo allo stesso modo. Credevamo che questa fosse un’utopia. Ma ora che ci siamo arrivati ci sentiamo tutti un po’ imbecilli. E non vediamo l’ora che torni la diversità. Quella del calcio e quella della vita”.

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