Juventus, ancora qualche tassello per continuare a sognare…

Da dove si riparte? Tutto pronto in casa Juventus per il prossimo anno o arriveranno altri colpi?

di redazionejuvenews

TORINO- La Juventus è a lavoro da settimane per preparare la stagione prossima ormai: prima di tutto la Supercoppa italiana, quindi il campionato, poi Champions League ed infine anche la Coppa Italia, quattro competizioni che la Vecchia Signora dovrà onorare con grande forza e soprattutto con una rosa più profonda per arrivare in fondo ad ogni competizione, rispetto a quella su cui ha potuto contare Allegri nella passata stagione.

Dopo Douglas Costa, De Sciglio, Szczesny, Bernardeschi si cercano almeno due pedine per continuare a sognare: di chi si tratta? Un centrocampista centrale, un attaccante esterno ed infine ultimo ma non ultimo un difensore centrale e magari un vero colpo per la fascia destra, che con l’ex Milan De Sciglio non ha trovato un degno sostituto per Dani Alves.

L’attacco sembra il reparto che ha meno bisogno di affrettare le cose: talento ce ne è tanto, da Higuain a Dybala, passando per Mandzukic, Cuadrado, Pjaca, Bernardeschi, Kean ed ovviamente Douglas Costa. Troppi? Non per Marotta che vorrebbe un ultimo tassello che faccia partire in prestito Kean. A centrocampo invece urge un movimento deciso: è il reparto che è crollato letteralmente a Cardiff, contro i top centrocampi a livello europeo non può essere ovviamente all’altezza. Marchisio, Khedira, Pjanic saranno confermati con loro in dubbio ci sono Lemina, Rincon e Sturaro che non danno alcuna garanzia. Serve un colpo di esperienza ed il prescelto sarebbe Matuidi.

Infine la difesa: il dubbio da sciogliere è chiaro. Prendere un difensore per Bonucci oppure puntare tutto su Barzagli, Rugani, Chiellini e Benatia? La dirigenza riflette ma un colpo potrebbe arrivare anche a gennaio, magari anticipando l’arrivo di Caldara di qualche mese.

Bernardeschi

L’ultimo colpo? Bernardeschi. Le parole dell’agente

L’avvocato Beppe Bozzo, agente di Federico Bernardeschi, ha parlato a  Tuttosport della trattativa che ha portato il ragazzo a vestire bianconero: Bernardeschi alla Juve? Più che una operazione di mercato, è stato un parto: abbiamo lavorato 8-9 mesi. Siamo riusciti a trasformare in realtà un’idea da fantacalcio, l’operazione più dura della mia carriera. Strada facendo ho eliminato tutte le pretendenti perché l’unico modo per riuscire era far correre la Juve da sola. Alla fine è andata bene e Federico mi ha fatto venire i brividi con un abbraccio bellissimo. Cognigni e Corvino hanno capito la volontà del ragazzo. Marotta si è rivelato il solito fuoriclasse. Altri dirigenti al posto di Beppe camminerebbero sull’acqua, lui invece resta un lavoratore umile. E’ la differenza tra un vincente e un perdente. Perché la Juve e non Inter, Chelsea o United? Abbiamo parlato molto, Federico ed io, ed entrambi eravamo convinti che non ci potesse essere un posto migliore della Juventus. Club organizzatissimo e vincente: il luogo ideale per un grande talento che aspira a diventare un campione. Federico sapeva che scegliendo i bianconeri sarebbe andato incontro a contestazioni, ma è un ragazzo con le spalle larghe e gli attributi. La percentuale di rivendita a favore della Fiorentina un campanello d’allarme? E’ stata messa per eliminare i bonus, altrimenti non ne saremmo mai usciti. La Juventus è un punto d’arrivo. Mi auguro che Federico possa restare 10 anni.  L’addio di Bonucci? Io punterei su Rugani. Fidatevi di me che conosco Marotta da anni: senza un sostituto adeguato non avrebbe mai ceduto Bonucci. Dybala? Non è in vendita e non ha clausola: difficile sfoderare un attacco. Morata è stato davvero vicino al Milan? L’idea al ragazzo non dispiaceva. Ma se ha scelto di non tornare in Italia e andare al Chelsea è anche per i tifosi della Juventus. Alvaro a Cardiff è rimasto sorpreso positivamente dall’affetto dei sostenitori juventini e pure per questo ha preferito un’altra soluzione. Un ritorno alla Juve? La vedo difficile, io non sono tanto per le minestre riscaldate. Ma nel calcio mai dire mai…”.

 

 

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