Sara Tommasi ha iniziato un percorso di cure, lo annuncia Selvaggia Lucarelli

Sara Tommasi ha iniziato un percorso di cure, lo annuncia Selvaggia Lucarelli

La nuova deriva hot di Sara Tommasi ci aveva fatto di nuovo preoccupare. La notizia del presunto matrimonio a Las Vegas con Andrea Dipré, le foto oscene circolate sulla sua pagina Facebook ed il clamore per un nuovo presunto film porno da girare, non ha fatto stare tranquilli i pochi…

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La nuova deriva hot di Sara Tommasi ci aveva fatto di nuovo preoccupare. La notizia del presunto matrimonio a Las Vegas con Andrea Dipré, le foto oscene circolate sulla sua pagina Facebook ed il clamore per un nuovo presunto film porno da girare, non ha fatto stare tranquilli i pochi fan rimasti della ex soubrette di Narni e neanche gli addetti dello spettacolo. Due le telefonate in un paio di giorni di distanza ai due diretti interessati, prima Selvaggia Lucarelli chiama Sara Tommasi, poi Giuseppe Cruciani chiama Andrea Dipré. “Che storia è mai questa?”, chiedono i due giornalisti ad entrambi, lo scenario che si dipana è fumoso e confuso, soprattutto da parte di Sara che nella telefonata con Selvaggia appare al solito spaesata e priva di formulare un solo pensiero logico.

Adesso Selvaggia Lucarelli fa sapere attraverso la sua pagina Facebook che, dopo l’ultimo intervento telefonico, la famiglia di Sara Tommasi si è molto preoccupata ed ha preso il controllo della situazione. Adesso Sara sarebbe pronta ad iniziare un nuovo percorso di cure. Ecco il comunicato su Facebook.

Purtroppo non è una novità e del resto lo diciamo da tempi non sospetti che da Sara Tommasi bisogna tenere giù le mani. La sua è stata una parabola discendente incredibile, dal mondo dello spettacolo ad uno fatto di soprusi, condito da approfittatori vestiti in maniera sempre diversa, dal sedicente produttore all’affarista fino al giullare e saltimbanco del web. Parlare di Sara in determinate accezioni, dare risonanza mediatica a taluni elementi, significa sicuramente fare il gioco di questi signori. Forse dovremmo fermarci, ripartire da qui e dire: “Basta Sara, basta tutti”.

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