RAOUL BOVA: “Quando ho baciato Marco Bocci”

RAOUL BOVA: “Quando ho baciato Marco Bocci”

«Succede a tutti, di fingere un po’ per accontentare qualcuno, dal datore di lavoro ai genitori, ai figli… finché la realtà non ti pone di fronte alla necessità di chiedersi “Chi sei veramente?”». Raoul Bova descrive così il tema di Scusate se esisto, la nuova commedia di Riccardo Milani (il…

«Succede a tutti, di fingere un po’ per accontentare qualcuno, dal datore di lavoro ai genitori, ai figli… finché la realtà non ti pone di fronte alla necessità di chiedersi “Chi sei veramente?”». Raoul Bova descrive così il tema di Scusate se esisto, la nuova commedia di Riccardo Milani (il regista, fra l’altro, della fiction Una grande famiglia) in uscita giovedì 20 novembre.

A tre anni da Nessuno mi può giudicare, Raoul Bova è tornato a recitare con Paola Cortellesi e la coppia dimostra una bella alchimia anche sotto la direzione del marito di lei.

 

La pellicola affronta diversi argomenti, dalle difficoltà delle donne nel mondo del lavoro, all’omosessualità, alla «necessità» di nascondersi, di fingere di essere altro per essere meglio accettati.

Bova è Francesco, ristoratore sexy e divorziato che fa battere il cuore a tutte le donne, Paola compresa… finché anche l’ingenua architetto Serena Bruno capisce che il suo amico è gay. Da lì l’inizio di una storia di amicizia, di un amore diverso, in cui i due convivono e si reggono il gioco a vicenda.

Il personaggio non ha intimorito il sex symbol Raoul Bova; l’attore, attualmente impegnato sul set con la star americana Sarah Jessica Parker, ha infatti raccontato di essersi appassionato a questo ruolo senza considerarne il fattore dell’omosessualità: «Ho sentito più marcato il discorso dell’apparire, la paura di mostrare quello che si è veramente».

Nel film assistiamo anche al bacio tra Bova e il suo fidanzato Nicola, interpretato da Marco Bocci, che secondo Bova, avrebbe messo pure un po’ di lingua – anche se, a giudicare dalla risata dell’attore e dalla vita privata di Bocci, c’è da credere che Raoul scherzasse.
Bova riesce a dare una bella prova di sè e a sfatare anche il mito per cui i belli devono necessariamente imbruttirsi per dimostrare di essere anche bravi. «Ci sono stereotipi, per cui si viene scelti per certi ruoli legati all’aspetto fisico, però riguarda il giudizio degli altri e il rischio è quello di volersi stravolgere per dimostrare di essere altro. Non posso imbruttirmi per mostrare che sono bravo, preferisco essere me stesso e dimostrare di essere bravo anche se sono così. La massima libertà è quella di rimanere come si è e dimostrare con il tempo la propria bravura». 

Anche perché, come insegna lo stesso film, talvolta l’ansia di mostrarsi diversi è una fatica inutile: «Penso che nella vita siamo tutti costretti in alcune etichette, ma potremmo essere amati anche se fossimo sempre noi stessi: ne è prova la storia di mio figlio nel film, che mi accetta come sono, anche se cerco di fargli credere di essere etero».

Quindi, qual è la morale di Scusate se esisto, secondo Raoul Bova?
«Molto spesso siamo noi che ci facciamo troppi problemi rispetto agli altri, quando invece le persone ci vogliono bene così come siamo, con i nostri difetti e segreti».

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