Il marito di Elena Ceste resta in carcere: respinta l’istanza di scarcerazione

Il marito di Elena Ceste resta in carcere: respinta l’istanza di scarcerazione

Resta in carcere Michele Buoninconti, il marito di Elena Ceste arrestato la scorsa settimana con l’accusa dell’omicidio e dell’occultamento di cadavere della donna, scomparsa un anno fa e ritrovata lo scorso ottobre in un canale a pochi chilometri da casa nelle campagne di Costigliole d’Asti. Il gip Giacomo Marson ha…

Resta in carcere Michele Buoninconti, il marito di Elena Ceste arrestato la scorsa settimana con l’accusa dell’omicidio e dell’occultamento di cadavere della donna, scomparsa un anno fa e ritrovata lo scorso ottobre in un canale a pochi chilometri da casa nelle campagne di Costigliole d’Asti. Il gip Giacomo Marson ha respinto la richiesta di scarcerazione presentata nei giorni scorsi dai legali di Buoninconti, che nell’interrogatorio di garanzia di due giorni fa ha risposto alle domande del giudice per le indagini preliminari continuando a respingere le accuse. “Elena non l’ho uccisa io, cercate il vero colpevole”, si è difeso Buoninconti, indagato da mesi per la scomparsa della moglie e ora rinchiuso nel carcere di Quarto d’Asti.


Sabato i funerali di Elena Ceste

Intanto oltre un anno dopo la sua scomparsa Elena Ceste potrà essere sepolta. È infatti arrivato nei giorni scorsi il nulla osta dalle autorità giudiziarie alla restituzione del corpo della donna: i funerali saranno celebrati sabato mattina a Govone, il paese del Cuneese della famiglia di Elena Ceste. Attraverso i propri legali, gli avvocati Deborah Abate Zaro e Carlo Tabbia, la famiglia della vittima fa sapere che “chi vuole venire a pregare per Elena è il benvenuto”. La richiesta a telecamere e fotografi invece è di restare fuori dalla chiesa e non riprendere la cerimonia funebre.


I figli di Elena Ceste e Michele Buoninconti affidati ai nonni

Ai genitori di Elena Ceste sono stati affidati, dopo l’arresto di Michele Buoninconti, i quattro figli della coppia. È quanto ha deciso il Tribunale dei Minori di Torino, che ha disposto il divieto assoluto di vedere il padre. Il Tribunale ha anche nominato un giudice delegato a seguire la vicenda, Francesco Sirchia, e ha dato mandato ai servizi sociali di monitorare la situazione familiare dei quattro ragazzi.

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