Del Piero punge la Juve

Del Piero punge la Juve

Alla soglia dei quarant’anni (da compiere il prossimo 9 novembre) Alex Del Piero non ha alcuna intenzione di appendere gli scarpini al chiodo. La nuova scommessa di Pinturicchio, infatti, si chiama India. E, più precisamente, Delhi Dynamos, squadra con la quale proverà ad esportare il calcio anche a quelle latitudini.…

Alla soglia dei quarant’anni (da compiere il prossimo 9 novembre) Alex Del Piero non ha alcuna intenzione di appendere gli scarpini al chiodo. La nuova scommessa di Pinturicchio, infatti, si chiama India. E, più precisamente, Delhi Dynamos, squadra con la quale proverà ad esportare il calcio anche a quelle latitudini.

“L’impatto è stato fortissimo, tocchi la povertà in ogni momento. È un’avventura che affrontata nel modo giusto ti fa crescere tanto. Sono orgoglioso del ruolo avuto dalla nuova Lega. In India non esistono i settori giovanili e l’idea di un campionato simile a un Mondiale, tre mesi e gare quasi ogni giorno, serve proprio a incentivare il calcio partendo dalle basi. A Delhi non c’era mai stata una squadra, eppure alla prima gara sono venuti in 40 mila allo stadio. Da parte dei più giovani c’è riverenza nei miei confronti. Io cerco di insegnargli ogni giorno qualcosa di utile”, spiega un affascinato Del Piero alla ‘Gazzetta dello Sport’.

 

 

Del Piero che, poi racconta così la sua vita da indiano: “Qualcosa ho visto ed è affascinante capire le tante sfumature di un Paese immenso. Ad esempio le persone che rovistano tra i rifiuti non cercano cibo, ma plastica. Sono immagini forti, fanno riflettere. Stare tre mesi lontano dalla famiglia per me è la cosa più difficile. I figli sono troppo piccoli per farli venire qui, sarebbe complicato spiegargli certe cose. Lo farò quando saranno più grandi”.

L’ex capitano della Juventus, ovviamente, non ha certo dimenticato il calcio italiano e sfrutta l’occasione per dire la sua sulla pessima settimana di coppe. Assolvendo la Roma: “L’1-7  lo considero un episodio straordinario. Il Bayern è stato devastante e concreto, ma in quella partita ho visto un segnale positivo. Una mentalità vincente nel momento più buio. La Roma è riemersa nel secondo tempo come se fosse 0-0, creando occasioni e lottando su ogni pallone. Un allenatore pronto ad assumersi le responsabilità della disfatta e un pubblico che ha applaudito la squadra. Ho pensato, cavolo questo è lo spirito giusto per fare il salto di qualità”.

Mentre, riguardo alla sua Juventus, Del Piero ammette: “Non ho visto la gara di Atene ma di là della singola partita, per vincere in Europa devi avere tutte le componenti perfette. Come club ha fatto alcune mosse giuste, tipo lo stadio di proprietà, in Italia è reduce da un trittico di scudetti che significa tanto, ma le manca ancora un gradino per arrivare al pari di quelle 5 o 6 squadre che possono conquistare la Champions. A volte per salire questo gradino occorrono anni. Certo, se la Juve dovesse mancare la qualificazione agli ottavi sarebbe un fallimento per tutto il calcio italiano, ma ha i mezzi per ribaltare la situazione”.

Pinturicchio dribbla le polemiche post Juve-Roma: “Ho letto ma preferisco parlare della mentalità della Roma mostrata nel secondo tempo contro il Bayern… “. E plaude al nuovo CT Conte: “Ha le caratteristiche giuste per creare uno spirito di squadra e fondamenta concrete. Se vogliamo fare il salto di qualità come movimento, va bene essere critici con la Nazionale, ma dobbiamo anche essere compatti e aiutare tutti Conte. E questo vale in primis all’interno della squadra. Altrimenti di strada ne fai poca, specie in competizioni dove il gruppo conta molto di più delle individualità”.

Del Piero, quindi, si sofferma anche sul caso Balotelli: “Non me la sento di dare giudizi, spero si ritrovi nel calcio inglese. Tra le doti tecniche e la testa, conta di più la seconda. Bisogna dare un segnale all’esterno di grande coinvolgimento. Giocare con il cuore, metterci dentro tutto. E ogni giorno sentirsi in discussione. Affrontare ogni allenamento come una finale”.

La chiosa, infine, è dedicata al futuro. Da allenatore? “Vivo giorno per giorno. Fino a qualche stagione fa avrei detto sempre di no. Ora capisco quanto possa essere affascinante, ma non è una priorità. Certo, osservo con curiosità e ammirazione il percorso dei vari Inzaghi, Gattuso, Cannavaro, Materazzi, Zambrotta oppure Grosso con i giovani. Devo capire qual è il ruolo più adatto a me. C’è ancora tempo per farlo”, assicura Alex l’indiano.

 

Goal.com

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