Concluso il Sinodo su gay e famiglia: ecco il punto

Concluso il Sinodo su gay e famiglia: ecco il punto

CITTÀ DEL VATICANO – «In questo giorno della beatificazione di Papa Paolo VI mi ritornano alla mente le sue parole, con le quali istituiva il Sinodo dei Vescovi: “Scrutando attentamente i segni dei tempi, cerchiamo di adattare le vie ed i metodi alle accresciute necessità dei nostri giorni ed alle…

CITTÀ DEL VATICANO – «In questo giorno della beatificazione di Papa Paolo VI mi ritornano alla mente le sue parole, con le quali istituiva il Sinodo dei Vescovi: “Scrutando attentamente i segni dei tempi, cerchiamo di adattare le vie ed i metodi alle accresciute necessità dei nostri giorni ed alle mutate condizioni della societa” . All’indomani del voto finale al Sinodo, mentre porta agli altari il predecessore che lo ha istituito, Francesco mostra di voler andare avanti. Durante le due settimane di discussione sinodale, le resistenze al cambiamento si sono fatte sentire. Così il Papa parte dalla lettura del giorno, una delle frasi più conosciute di Gesù : «Rendete dunque a Cesare quello che e di Cesare e a Dio quello che èdi Dio». Una riposta «geniale» alla «provocazione dei farisei», spiega il pontefice: «Volevano fargli l’esame di religione e condurlo in errore. E Gesu risponde con questa frase ironica e geniale. E una risposta ad effetto che il Signore consegna a tutti coloro che si pongono problemi di coscienza, soprattutto quando entrano in gioco le loro convenienze, le loro ricchezze, il loro prestigio, il loro potere e la loro fama. E questo succede in ogni tempo, da sempre».CITTÀ DEL VATICANO – «In questo giorno della beatificazione di Papa Paolo VI mi ritornano alla mente le sue parole, con le quali istituiva il Sinodo dei Vescovi: “Scrutando attentamente i segni dei tempi, cerchiamo di adattare le vie ed i metodi alle accresciute necessità dei nostri giorni ed alle mutate condizioni della societa” . All’indomani del voto finale al Sinodo, mentre porta agli altari il predecessore che lo ha istituito, Francesco mostra di voler andare avanti. Durante le due settimane di discussione sinodale, le resistenze al cambiamento si sono fatte sentire. Così il Papa parte dalla lettura del giorno, una delle frasi più conosciute di Gesù : «Rendete dunque a Cesare quello che e di Cesare e a Dio quello che èdi Dio». Una riposta «geniale» alla «provocazione dei farisei», spiega il pontefice: «Volevano fargli l’esame di religione e condurlo in errore. E Gesu risponde con questa frase ironica e geniale. E una risposta ad effetto che il Signore consegna a tutti coloro che si pongono problemi di coscienza, soprattutto quando entrano in gioco le loro convenienze, le loro ricchezze, il loro prestigio, il loro potere e la loro fama. E questo succede in ogni tempo, da sempre».

 

La speranza

L’accento di Gesù, spiega Francesco, «ricade certamente sulla seconda parte della frase: e rendete a Dio quello che e di Dio. Questo significa riconoscere e professare – di fronte a qualunque tipo di potere – che Dio solo èil Signore dell’uomo, e non c’è alcun altro. Questa è la novità perenne da riscoprire ogni giorno, vincendo il timore che spesso proviamo di fronte alle sorprese di Dio». Perché Dio «non ha paura delle novità!», esclama. «Lui ci rinnova, cioè ci fa nuovi continuamente. Un cristiano che vive il Vangelo è la novita di Dio nella Chiesa e nel Mondo. E Dio ama tanto questa novita!». Per questo, prosegue il Papa, «il cristiano guarda alla realtà futura, quella di Dio, per vivere pienamente la vita – con i piedi ben piantati sulla terra – e rispondere, con coraggio, alle innumerevoli sfide nuove». A questo punto Bergoglio cita il Sinodo, «abbiamo sentito la forza dello Spirito Santo che guida e rinnova sempre la Chiesa chiamata, senza indugio, a prendersi cura delle ferite che sanguinano e a riaccendere la speranza per tanta gente senza speranza».

Pazienza e perseveranza

La discussione prosegue, ci sarà ancora un anno di tempo per «maturare» le posizioni: «Lo Spirito accompagni ancora il cammino che, nelle Chiese di tutta la terra, ci prepara al Sinodo Ordinario dei Vescovi del prossimo ottobre 2015. Abbiamo seminato e continueremo a seminare con pazienza e perseveranza, nella certezza che èil Signore a far crescere quanto abbiamo seminato».
Il sinodo
È stato Paolo VI a istituire il sinodo. Francesco lo ricorda con parole commosse: «Nei confronti di questo grande Papa, di questo coraggioso cristiano, di questo instancabile apostolo, davanti a Dio oggi non possiamo che dire una parola tanto semplice quanto sincera ed importante: grazie! Grazie nostro caro e amato Papa Paolo VI! Grazie per la tua umile e profetica testimonianza di amore a Cristo e alla sua Chiesa!». E conclude: «In questa umiltà risplende la grandezza del Beato Paolo VI che, mentre si profilava una società secolarizzata e ostile, ha saputo condurre con saggezza lungimirante – e talvolta in solitudine – il timone della barca di Pietro senza perdere mai la gioia e la fiducia nel Signore». (roma.corriere.it)