Futuro bianconero, Clemenza e il 10 sulle spalle

Futuro bianconero, Clemenza e il 10 sulle spalle

Nel calcio ci sono maglie che pesano più di altre, numeri che evocano le imprese di mostri sacri della storia di questo sport, di cui si tramandano le gesta da padre in figlio, come per rinvigorire, di generazione in generazione, l’orgoglio di sostenere i colori della propria squadra. Le pagine…

Nel calcio ci sono maglie che pesano più di altre, numeri che evocano le imprese di mostri sacri della storia di questo sport, di cui si tramandano le gesta da padre in figlio, come per rinvigorire, di generazione in generazione, l’orgoglio di sostenere i colori della propria squadra. Le  pagine scritte sul numero 7 di George Best, sul 14 di Johan Cruijff o, ancora,  sul numero 10 di Maradona, rappresentano l’indiscutibile  testimonianza del  fascino e della magia che questi grandi campioni sono stati in grado di consegnare a quel segno distintivo cucito o stampato sul retro della loro maglia.
Se è vero, come diceva qualcuno, che da grandi poteri derivano grandi responsabilità, giocare nella Juventus, seppure nella squadra Primavera, e vestire la maglia numero 10, genera, oltre all’innegabile orgoglio di indossare una casacca tanto prestigiosa, quel plus di responsabilità, derivante proprio dalla consapevolezza che quella maglia ha immortalato le gesta di campionissimi del calibro di Sivori, Platini, Baggio, Del Piero, pezzi di storia della Juventus e, come tali, pezzi di storia del calcio mondiale. 

 

Nella Primavera della Juventus, il giovanissimo e talentuoso numero 10, deve convivere con questa responsabilità ogni qual volta scende in campo

Il suo nome è Luca Clemenza, è nato a Cittiglio, in provincia di Varese, il 9 Luglio del 1997, ed è il fantasista che illumina la trequarti della squadra guidata da Fabio Grosso (un altro per il quale il 9 Luglio è un giorno non proprio qualunque).

Clemenza, molto piccolo, si trasferisce, con la sua famiglia, dalla provincia Lombarda alla provincia Veneta (quel Veneto da cui, anni prima, era arrivato il più amato tra i numeri 10 bianconeri) dove inizia a tirare i primi calci al pallone con la squadra del Crespadoro, per poi vivere una piccola parentesi nell’Arzignano. 

In entrambe queste esperienze Luca viene impiegato come difensore centrale.
E’ solo col passaggio al Montecchio Maggiore (società dilettantistica che lavora molto bene con i giovani) che viene spostato nella parte più avanzata del rettangolo di gioco, al fine di sfruttarne le, già evidenti, doti tecniche. Probabilmente questo cambio di ruolo rappresenta la prima vera svolta nella carriera calcistica di Clemenza.

Nei due anni a Montecchio, la sua crescita è così evidente, da attirare le attenzioni delle  maggiori società Venete.
Così, nel 2009, viene prelevato dal Vicenza; nella città del Palladio la sua crescita continua, inarrestabile. Il suo nome inizia a circolare nelle sedi delle squadre italiane più importanti, soprattutto a seguito dei tornei di Livorno e Caorle, nei quali le sue prestazioni impressionano.

Nell’estate del 2011, sono molte le squadre che bussano alla porta del Vicenza Calcio per acquistare il suo cartellino. Le più interessate sono il Milan, l’Inter, Sampdoria e  Juventus.

Alla fine è proprio la Juventus a spuntarla, grazie soprattutto al lavoro di Giovanni Rossi (ex responsabile del settore giovanile Bianconero) e di Luigi Milani, che nella Juve occupa tutt’ora il ruolo di responsabile delle attività di base, ma che proviene proprio dal Vicenza.
 
Nella prima stagione in bianconero (2011/2012) Clemenza è inserito nella rosa dei Giovanissimi nazionali guidati da Claudio Gabetta, con i quali conclude la stagione al quarto posto, dopo aver disputato le Final Eight.

Dal punto di vista personale, quella dei Giovanissimi nazionali è una stagione molto positiva, in cui Luca dimostra di saper fare gol e di saper far segnare i suoi compagni; questo gli permette di guadagnarsi, per l’anno successivo, la promozione negli Allievi.

Partendo da sotto età, ad inizio stagione, sembra destinato a far parte degli Allievi B; tuttavia, le sue qualità vengono presto notate da mister Ivano Della Morte, che decide di aggregarlo alla squadra A degli Allievi Nazionali.

I dettami tattici di Della Morte si riveleranno fondamentali per la crescita del ragazzo, tanto che, sul finire della stagione, il suo apporto rappresenterà l’arma in più della Juventus nella rincorsa alle Final Eight (fondamentali, in tal senso, i due gol siglati nello spareggio per l’accesso ai Play off , giocato contro la Fiorentina, di cui uno segnato in sforbiciata dall’altezza del dischetto del rigore).
Nella stagione scorsa le sue prestazioni lo portano a guadagnarsi il ruolo di leader tecnico della squadra guidata da Della Morte; alla fine collezionerà 25 presenze,  realizzando 17 gol nel campionato Allievi Nazionali.

La stagione 2013/2014 è, anche, quella dell’esordio in Primavera e nella Youth League, oltrechè del trionfo nel prestigioso Torneo Arco di Trento Trofeo Beppe Viola (vittoria che gli Allievi della Juventus hanno replicato non più di un mese fa).

Nella stagione in corso Luca ha fatto il suo ingresso in pianta stabile nella Primavera di  Grosso, e si è, sin da subito, ritagliato il ruolo di pedina fondamentale della formazione bianconera. Allo stato attuale sono ben 11 le firme in campionato, oltre al gran numero di assist per i compagni. Anche con la Nazionale la sua esperienza parte prestissimo; è il Dicembre del 2011 quando il C.T. Rocca lo convoca per la prima volta in Under 15. Da quel momento percorre tutta la trafila, seppur con alterne fortune.

Dal punto di vista tecnico Clemenza è un trequartista di straordinario talento; le sue caratteristiche gli permettono di esprimersi ad alti livelli anche nel ruolo di esterno di attacco o di seconda punta.  E’ un sinistro naturale, ma capace di usare con naturalezza ed efficacia anche l’altro piede. E’ molto bravo nel dribblare l’avversario in velocità e nel vedere corridoi che altri non vedono, quando si tratta di inventare il passaggio vincente.

Ottime sono la forza e la precisione di tiro, sia in movimento che sui calci da fermo.

Ottimo è anche il profilo caratteriale e dell’impegno; sotto questi punti di vista è già un vero professionista.
Il tallone d’Achille di questo ragazzo è certamente quello fisico; non è altissimo, sfiorando i 174 cm, anche se a preoccupare è, più che altro, la gracilità della struttura, soprattutto negli arti superiori, che, probabilmente, ne determina anche una certa incostanza nell’intensità e nel ritmo di gioco. 

Lavorare sul potenziamento fisico rappresenta, pertanto, il passaggio indispensabile, cruciale, per pensare di potersi affermare nel calcio ad altissimi livelli; anche perché, dal punto di vista tecnico, ha davvero poco da invidiare a chiunque.

Se la maturazione fisica avverrà con successo, come gli auguriamo, la tradizione dei grandi numeri 10 bianconeri potrebbe arricchirsi di una nuova luminosa pagina. (calciomercato.com)

Juvenews.eu

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