Quanto corre l’EuroJuve

Quanto corre l’EuroJuve

Sembra la solita Juve di Antonio Conte. Invece quella che sta dominando il campionato e si è qualificata per gli ottavi di Champions è una squadra sensibilmente diversa da quella che vinse lo scudetto a maggio. Merito delle idee del tecnico («Dobbiamo migliorare»: lo ripete come un mantra, lo pensa…

Sembra la solita Juve di Antonio Conte. Invece quella che sta dominando il campionato e si è qualificata per gli ottavi di Champions è una squadra sensibilmente diversa da quella che vinse lo scudetto a maggio. Merito delle idee del tecnico («Dobbiamo migliorare»: lo ripete come un mantra, lo pensa davvero e soprattutto lavora  intensamente per riuscirci) e della disponibilità del gruppo: quasi tutti gli avversari hanno qualche punto in più rispetto alla scorsa stagione, ma la Juve 2.0 sta facendo un percorso meraviglioso. Che va analizzato. Tre registi La prima differenza tattica nasce dal diverso sistema:  il 4-3-3 dell’andata del 2011-12 aveva in Pirlo l’unico organizzatore di gioco. Il 3-5-2 attuale prevede in pratica tre registi: Bonucci  (nell’impostazione iniziale), lo stesso Pirlo e Vucinic (nella rifinitura). In questa stagione la Juve si è dovuta confrontare con la Champions  e di conseguenza con un calendario intasato, un maggiore dispendio di energie psicofisiche e la scarsa possibilità di allenarsi in settimana. Conte, quindi, ha modificato qualcosa senza  intaccare la mentalità offensiva. La sua  prima Juve aggrediva l’avversario dal fischio d’inizio, come il peso massimo che sul ring prende a pugni il malcapitato di turno finché non crolla. Ma quando non arrivava il colpo del k.o. i bianconeri faticavano a vincere: e visto che nel calcio non è previsto il successo ai punti,  molte partite finivano  in pareggio. Accelerazione improvvisa La Juve 2.0 è una squadra un po’ meno fisica, ma più smaliziata e completa. Ha piena coscienza dei propri mezzi, sa di avere meno energie e di doverle  amministrare.  Per riuscirci usa tutte le marce: in genere parte piano e poi dà una brusca accelerata. La Juve viaggia a gas totalmente aperto per circa mezz’ora e se la fa bastare sia perché la sfrutta al massimo (già otto volte i bianconeri hanno segnato due gol nel giro di pochi minuti) sia perché è molto migliorata nella gestione della gara (che sa anche addormentare). Nel campionato scorso la Juve concedeva qualcosa in più agli avversari, che adesso non tirano quasi mai verso Buffon. Al contrario i bianconeri arrivano con gran facilità alla conclusione.

L’organizzazioneA Vinovo Con-te ha lavorato molto su equilibrio, posizioni e organizzazione: concetti già sviluppati in passato, ma approfonditi adesso grazie all’esperienza dell’anno scorso e al desiderio di  erfezionamento. Anche in questo caso ricopre un ruolo fondamentale la necessità di ottimizzare le energie: una squadra organizzata  ed equilibrata corre meno, anzi corre meglio e risparmia le forze. Non è un caso se, nonostante il doppio impegno, la Juve sia quasi inarrestabile nei secondi tempi (+14 in classifica rispetto all’intervallo). Questo, per la verità, accadeva anche nel 2011-12, ma per motivi diversi: allora, tornando al paragone con la boxe, la Juve picchiava fino a quando non trovava il varco giusto. Adesso, invece, i bianconeri alzano all’improvviso il ritmo rendendolo impossibile per gli avversari. Il fraseggio Nell’EuroJuve la difesa è leggermente più alta e le distanze tra i reparti sono decisamente corte. Più corto è anche il fraseggio laddove l’anno scorso il lancio lungo di Pirlo per gli esterni era più frequente. Il pallone va sempre più veloce delle gambe e la Juve ha scoperto il gusto di un gioco «barcelloneggiante»: nessun paragone diretto con la perfetta macchina spagnola, ovviamente, ma la rapidità e la precisione con cui i centrocampisti
scambiano sullo stretto sono un tratto distintivo da sottolineare come anche la doppia opzione di passaggio
a disposizione di ogni bianconero. Rispetto all’anno scorso è diminuito il movimento senza palla in fase offensiva (e torniamo alla necessità di dosare le forze), ma c’è una più attenta chiusura degli spazi in quella
difensiva e la Juve vola. Ma il laboratorio di Antonio Conte resta aperto.

La Gazzetta dello Sport

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