Platini:”Ho giocato con i più forti”

Platini:”Ho giocato con i più forti”

Le Roi rivive la sua favola e manda un messaggio d’amore: «Ho giocato nel club più forte al mondo», la Juve, ovviamente. Michel Platini a Dubaispazia tra ricordi e il lucido sguardo sul futuro del calcio. Si rivede bambino e fa una constatazione: «Ho cominciato a giocare per strada e…

Le Roi rivive la sua favola e manda un messaggio d’amore: «Ho giocato nel club più forte al mondo», la Juve, ovviamente.  Michel Platini a Dubai
spazia tra ricordi e il lucido sguardo sul futuro del calcio. Si rivede bambino e fa una constatazione: «Ho cominciato a giocare per strada e ho avuto la fortuna di approdare nel club più importante della mia regione, la Lorena. Poi ho avuto la fortuna di giocare nel club più importante di Francia, il Nancy. Infine, di approdare nel club più
importante al mondo». Pausa. Quindi un altro amarcord rivolto a Maradona, in prima fila in sala: «Mi sono reso conto di non avere più benzina perché non facevo più gol al Napoli. E ho deciso di lasciare spazio a Diego…». Intervenendo a Globe Soccer il presidente Uefa è
partito dall’etica per spiegare la sua visione del calcio: «Sin da quando il professionismo ha preso il sopravvento, l’etica del calcio è poggiata sulla vittoria. Tutti devono dare tutto per avere il massimo sul campo: sia
chiaro, però, nel rispetto delle regole e conmezzi legittimi». Il riferimento al doping e alle scommesse è esplicito: «L’Uefa si è già schierata in maniera chiara. I club non possono essere lasciati soli contro organizzazioni malavitose». Non sfugge il tema del razzismo: «Esiste
già la misura per fermare le partite quando ci sono gravi episodi di intolleranza e io do tutto il mio appoggio perché la presa di coscienza aumenti. Una sola osservazione, però: il calcio è toccato dal problema come tutta la società».

Aneddoto Tutto gira intorno al denaro e Michel ricorda: «Quando dissi amio padre che, nel mio primo club, guadagnavo  l’equivalente di circa 90 euro al mese, si stupì del fatto che mi pagassero per giocare a calcio. E proprio ai miei tempi gli stipendi sono cresciuti: me ne sono accorto bene alla Juve…». Più soldi per i calciatori, ma anche tante trappole. «In Inghilterra hanno preso una decisione che condivido: chiudere la strada ai fondi che detengono  la proprietà dei cartellini. Un
abuso che secondo taluni in questi anni ha ridotto in schiavitù i calciatori. Non so se si possa usare questa espressione, ma viene lesa la dignità di un professionista eminata la regolarità dei campionati».

Fair play Il potere del denaro e il fair play finanziario. Platini ribadisce:  «Il calcio è un fenomeno che attrae i grandi investitori. Ma mi batto per l’eguaglianza. Tutti devono avere una possibilità e chi vuole spendere deve essere in grado di sostenere certi costi. Altrimenti si crea un ciclo perverso che può portare tanti al fallimento». Nella terra degli sceicchi, ormai azionisti dei maggiori club europei, lancia un messaggio importante: «Il calcio è passione e da sempre attrae i più ricchi. L’importante è che chi ci porta le sue fortune ami questo sport». Non
manca il riferimento alMondiale del 2022, assegnato al vicino Qatar: «La Fifa ha assegnato giustamente a quel Paese l’evento ed è giusto che lo sceicco prenda le sue decisioni autonomamente. Certo, se decidesse
di allargare l’organizzazione ai Paesi vicini…», chiaro riferimento ai padroni di casa degli Emirati Arabi. Infine una sottolineatura meteorologica: «Ho  detto da tempo che il Mondiale  2022 va giocato d’inverno. Per rispettare i giocatori ma anche gli spettatori. Mi auguro che si vada verso questa soluzione e mi batterò per questo».

La Gazzetta dello Sport

Juvenews

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