Llorente:”Lascio l’Athletic”

Llorente:”Lascio l’Athletic”

Il volo continua. Sempre più lontano da Bilbao. Il ragazzo di Pamplona ha messo chilometri tra sé e ilclub che abbandonerà, l’Athletic. Direttamente da Arona, isola di Tenerife, alle Canarie, Fernando Llorente“firma” il suo addio ufficiale. A giugno, com’è noto, scade il contratto con i biancorossi e non rinnoverà. La…

Il volo continua. Sempre più lontano da Bilbao. Il ragazzo di Pamplona ha messo chilometri tra sé e il
club che abbandonerà, l’Athletic. Direttamente da Arona, isola di Tenerife, alle Canarie, Fernando Llorente
“firma” il suo addio ufficiale. A giugno, com’è noto, scade il contratto con i biancorossi e non rinnoverà. La Juve,
com’è altrettanto risaputo, ha un accordo di massima con il giocatore proprio per prelevarlo quando sarà un
parametro zero. Al momento, poche le scorciatoie, quasi impossibile averlo subito, ma un
tentativo, ancora uno, con il presidente Josu Urrutia sarà fatto, tanto per non lasciare
nulla di intentato. Se rimarrà la linea dura del presidente basco, allora tutto sarà rinviato
all’estate.
FELICE Al caldo, bagnato dall’Atlantico, l’attaccante ha ritrovato il sorriso e la voglia di
parlare. Che in realtà non è proprio la sua specialità, visto che preferisce lunghi periodi di
mutismo totale. Ma nell’isola delle vacanze e del torneo giovanile di fine anno, ecco il milagro , massì il miracolo.
Anche per merito dello sponsor Adidas che lo ospita. Llorente tra i tifosi e con lui c’è anche Pedro del
Barcellona. Roba da spellarsi le mani, da fare la fila per gli autografi, le foto ricordo, la pacca sulla spalla. E,
perché no, un sorriso smagliante.
INCASTRATO Passa un bambino con la maglia dell’Athletic e chiede perché Llorente vuole lasciare il club di
Bilbao, il suo club del cuore. E il giocatore risponde così, con chiarezza; «Perché il calcio è fatto anche di queste
cose». Saluta Bilbao, saluta un tempio della passione pallonara. «Me ne vado. La verità è che il progetto è molto
buono e per me è una pena, una tristezza assoluta non poter giocare il prossimo anno nel nuovo San Mamés,
però il calcio è così». Oggi sei un idolo, domani diventi traditore, dopodomani ti adottano
altrove. Torino lo aspetta, anche se nulla è depositato e quindi la concorrenza
internazionale (inglese in particolare), mette un po’ in apprensione. Secondo regolamento,
da febbraio si possono firmare i contratti con i giocatori che si liberano nel giugno 2013.
Manca poco.
CONCENTRATO Fer, gestito anche dal fratello, non vuole fare nomi. Dove andrà? La
domanda viene posta, lui si limita a spiegare: «Tutto è in mano ai miei rappresentanti. Io
mi dedico solo alla questione professionale, ad allenarmi, a giocare». Altro giro, altro
tentativo. In che campionato le piacerebbe giocare in futuro? Italia, Inghilterra o Francia?
«Penso solo al calcio attuale, alla nostra Liga». Non dice che maglia vestirà, quale sarà il torneo eletto. Ma gli
indizi portano alla serie A, ovvio. E in particolar modo sotto la Mole.
COSI’ E’ Llorente, l’uomo dei grandi periodi senza parole, è preso dall’assedio affettuoso. Tenerife lo mette
nell’angolo, con l’entusiasmo dei piccoli partecipanti alla manifestazione calcistica internazionale. E tutto ruota
attorno al suo futuro, misterioso ma non troppo. Ennesimo tentativo, quasi a segno. Fernando, perché te ne vai
dall’Athletic? Attimi di silenzio «Perché il calcio è fatto anche di queste cose». Lo ripete,
quasi a scusarsi. E si ferma a discutere con il ragazzino che ha la maglia con il suo nome.
Per lui, solo per lui sforna una spiegazione “privata”.
I SOLDI In realtà, il soggiorno ad Arona è pieno di emozione. Quasi una liberazione per
l’attaccante messo all’angolo dai suoi dirigenti e dall’allenatore Marcelo Bie lsa .
Ovviamente colpisce il suo atteggiamento amichevole, la sua disponibilità verso i piccoli
fans. E colpisce quanto affetto e quanta gentilezza riversa verso i giovani juventini che lo
circondano. Quasi una profezia, un antipasto di quel che sarà. D’altronde, il club di corso
Galileo Ferraris ci ha provato sino all’ultimo giorno di mercato: lo voleva ad agosto, ci ha provato, si è scontrato
con le resistenze di Urrutia, uomo inflessibile che non ammette fughe programmate. Beppe Marotta e Fabio
Paratici hanno lavorato a fondo con l’entourage del ragazzo, in particolare con Chus, ovvero l’altro Llorente. Con
la controparte si è stabilito uno stipendio che con i bonus potrebbe arrivare sino a 5 milioni, partendo da un fisso
di 3,5.
MARCA L’ARIETE La molla che induce Fer all’addio, in realtà, non è solo economica. Nei mesi scorsi ha detto
di «voler cominciare a vincere qualche trofeo». A questo punto dell carriera, a 27 anni, bisogna raccogliere.
Marca , quotidiano sportivo spagnolo, è sicuro: «Sarà l’ariete di Antonio Conte ». Vamos .

Tuttosport

Juvenews

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